Barroso gela i sogni a Monti, Bersani sogna il suo premier, Mps non pesa

Pubblicato il 10 Maggio 2012 10:49 | Ultimo aggiornamento: 10 Maggio 2012 11:01

Si riparte con la riforma del Lavoro, l’Imu non cambia e il fiscal compact non si rinegozia, parola di Manuel Barroso. Le notizie più importanti oggi non sono in prima pagina, ma all’interno del Sole 24 Ore.  L’altra grande notizia del giorno, la maxi perquisizione al Monte Paschi di Siena, trova la sua strada verso le prime pagine dei quotidiani, e ce n’è da farci tremare. Perché i casi sono due: o Procura della repubblica di Siena e Guardia di Finanza hanno fatto del cinema per andare sui giornali, oppure  ci sono dei fatti concreti che si traducono in quattro indagati, anche se, stando a quel che si legge sul Sole 24 Ore, le ipotesi di reato non sono di quelle che eccitano: “manipolazione di mercato e ostacolo alle funzioni di vigilanza”. L’analisi di Stefano Elli e Angelo Mincuzzi chiarisce che tutto riporta a “quell’oscuro aumento di capitale”  che finanziò l’acquisizione di Antonveneta del 2008 ma l’accusa di “agiottaggio” (la “manipolazione del mercato”) ci si porta anche a tempi più recenti, il gennaio 2012, come spiega in modo chiaro e preciso Stefania Tamburello sul Corriere della Sera. Il Corriere ha la notizia in prima pagina, con un titolo a 2 colonne: “Perquisito dalla Finanza il Monte dei Paschi. L’accusa è di aggiottaggio”. Poi due intere pagine all’interno. La Stampa ha un richiamo in prima pagina, Repubblica un francobollo, Messaggero un riquadro di asettica cronaca giudiziaria. Il Giornale un titolo in risalto: “La banca simbolo della sinistra. Cade un tabù: blitz dei pm nella banca rossa”. Libero: “L’indagine sulla banca rossa. I pm in Mps, Siena rischia il crollo”.

La riforma del lavoro: oggi il Governo presenta al Senato i suoi emendamenti (Davide Colombo a pag. 9 del Sole 24 Ore), mentre sarebbe pronto il decreto per i 65 mila esodati, su cui è scontro Fornero-sindacati (la Stampa) per la copertura “solo per due anni”. Il Secolo XIX e il Mattino danno i brividi. A Genova e Napoli il nervo è scoperto: “Esodati: si salvano soltanto in 65 mila. Fornero: mi prendo io la colpa”, come se non lo si sapesse già.

Il povero Monti si ingegna a cercare vie d’uscita alla sua esagerata acquiescenza al diktat tedesco a fine 2011, quando ancora poteva puntare i piedi: “Investimenti, piano di Monti” è il titolo principale del Corriere della Sera: la proposta di Monti consiste nello “esentare per tre anni le spese per investimenti dal calcolo del deficit”. Idel il Messaggero: “Il piano italiano, per tre anni investimenti fuori dal patto Ue” Ma già ieri Barroso ha tradotto in spagnolo il “nein” tedesco (Sole 24 Ore).

Lo scenario europeo è complicato dalla crisi greca (Repubblica, Messaggero) e lo scenario italiano dallo stesso Monti, che l’altro giorno, col suo tono metà allusivo e metà ex cathedra, ha abbastanza chiaramente addossato a Berlusconi la colpa della crisi e quindi dei suicidi a catena di questi giorni. Ne è nata una baruffa con Berlusconi, da cui Monti è uscito a capo chino tessendogli “elogi al predecessore” (la Stampa), ma a un bel po’ di deputati del Pdl  non è bastato e questo si è tradotto, come titola Repubblica: “Pdl, parte l’assedio a Monti. Polemica per la frase sui suicidi e stop alla riforma della Giustizia”; come titola la Stampa: “Pdl-Monti, alta tensione sulle colpe della crisi”.

C’è puzza di bruciato. Il Giornale dei Berlusconi si interroga: “Staccare la spina? Pdl, ore decisive”. Libero va giù piatto: “Governo a ore. Monti salterà, ecco il piano. Bersani vuole votare a ottobre, con il centrodestra allo sbando e i grillini che spolpano Idv e Sel. Si cerca solo un pretesto”.

Il Secolo XIX: “Ticket Casini-Alfano per Palazzo Chigi. La proposta del Pdl fa infuriare Fini”. Sic transit gloria mundi.

Anche se Monti potrà non cadere, in ogni caso le elezioni sono ormai tra un anno e il Pd mette le mani avanti, attraverso una intervista a Repubblica con Goffredo De Marchis, un po’ confusa e allusiva, ma il concetto è chiaro: “Il centrosinistra non basta ma il premier stavolta tocca al Pd, rappresentiamo anche i moderati. Casini scelga tra noi e il polo regressivo” (l’impero del male?).

Quasi rispondendo in anticipo alla domanda di Libero: “Ma Berlusconi e i suoi che fanno”, Berlusconi risponde sul Corriere della Sera e sembra rafforzare la convinzione che sia alla frutta. Intervistato da Paola Di Caro ha accusato il Governo Monti di “generare pessimismo” e ha esposto il suo nuovo schema politico: “Un rassemblement dei moderati (…) una federazione di tutti quelli che non vogliono lasciare il Paese nelle mani della sinistra”. Fallita l’opa sulla destra ex fascista e persa la Lega, Berlusconi sembra ripiegare sul modello federale.

Il Fatto Quotidiano invece dà voce a Beppe Grillo che “sfotte i partiti” e proclama: “Senza di me vi beccavate i fasciti. Altro che antipolitica, sono l’ultimo salvagente per evitare il trauma: grazie a noi, in Italia nessun Le Pen e nessun nazi”. Come si può vedere, Berlusconi è stato così bravo a cancellare il Msi e Bossi a distruggere la Lega che Grillo, che una certa cultura ce l’ha e poi è di Genova, vede solo Le Pen, che è un po’ più giovane del Msi ma non di Bossi e dimentica il maestro di Le Pen, Pierre Poujade, la cui rivolta anti fisco segue di poco la nascita del post fascismo italiano.

Una cosa furba Grillo l’ha fatta, non si è fatto travolgere dal trionfo elettorale e ha proibito ai suoi di andare in tv. Come riporta Stefano Caselli sul Fatto, Grillo scrive sul suo blog: “Partecipare ai talk show fa perdere voti e credibilità non solo ai presenti, ma all’intero movimento”.

Sul Corriere della Sera e sul Messaggero, reportage all’antica: i loro giornalisti, Viviana Mazza e Cristiano Tinazzi, erano su un convoglio di osservatori dell’Onu sotto attacco a Deraa, in Siria. In realtà è stato un solo ordigno che “ha colpito di striscio un mezzo dell’esercito” siriano, “ferendo diversi soldati, sollevando fumo e facendo sobbalzare le auto dei reporter”. Paura e per fortuna null’altro, però a esserci…

Su repubblica, Maria Novella De Luca scopre ora che le donne fanno figli non a termini di legge ma di natura: “Mamme a diciassette anni, boom dei genitori ragazzi”. Chi non ha avuto nella sua scuola almeno una coppia di sposi minorenni perché lei era rimasta incinta?

Altre storie di donne.

La Stampa. “Hillary, addio trucco: ‘Ho l’età per decidere’. La Clinton sceglie il look naturale: ‘A 64 anni faccio come voglio'”. Chapeau.

Libero. “L’aspirante Le Pen. Daniela Santanché, piroette politiche sui tacchi a spillo”. Volano gli stracci a destra.

Italia Oggi: “L’ultima Miss Padania, che negava la bellezza delle donne del Sud, dice: ‘Mai stata leghista’”. San Pietro non è mai rimasto solo e mai lo sarà.