Rassegna Stampa

Benedetto e Francesco. Due Papi per una Chiesa. Antonio Socci: patto segreto?

Benedetto e Francesco. Due Papi per una Chiesa. Antonio Socci: patto segreto?  ROMA – Chi è il vero Papa? Francesco, Jorge Mario Bergoglio, o Benedetto XVI, Joseph Ratzinger? C’è un solo Papa o ce ne sono due? Ci possono essere due Papi? Ma se la Chiesa ammette un solo Papa, perché Benedetto XVI si è fatto chiamare Papa emerito? Quali sono le radici dell’atteggiamento di Francesco che chiama Benedetto XVI Sua Santità? C’è forse un patto segreto fra di loro, i due Papi?

Se lo è chiesto Antonio Socci su Libero e a leggere il suo articolo, i dubbi vengono anche a chi è meno esperto e competente in materia di Chiesa. Secondo Antonio Socci

“ci si deve chiedere che tipo di «ritiro» sia stato quello di Benedetto XVI”.

Benedetto XVI, ricorda Antonio Socci, conserva veste, titolo di «Sua Santità » e stemma pontificio,

“peraltro perfettamente riconosciuti da papa Francesco che l’11 febbraio scorso diffondeva questo tweet: «Oggi vi invito a pregare per Sua Santità Benedetto XVI, un uomo di grande coraggio e umiltà». ..Una situazione totalmente nuova nella storia della Chiesa.

Nei secoli passati infatti ci sono stati, e più volte, contrapposizioni di papi e antipapi, perfino tre per volta. Non c’erano mai stati invece due papi in comunione, che si riconoscevano a vicenda. Ho detto «due papi» considerando che uno dei due è il papa precedente, diventato «papa emerito », e che si tratta di una figura del tutto inedita.

Qual è infatti il suo status teologico? E cosa significa il ritiro dal solo «esercizio attivo» del ministero petrino?

Benedetto XVI, parlando ai cardinali prima del Conclave, ha anticipato la sua reverenza e obbedienza al successore. Tale è in effetti l’atteggiamento di Benedetto verso Francesco.

E si è resa visibile la comunione tra i due quando hanno scritto a quattro mani l’enciclica “Lumen fidei”.

Però colpisce il fatto che nel filmato del loro incontro a Castelgandolfo, come pure nella cerimonia tenutasi nei giardini vaticani per benedire la statua di S. Michele, si vedono i due uomini di Dio che si abbracciano come fratelli e non c’è da parte di nessuno dei due il gesto del bacio dell’anello del pescatore.

Viene da chiedersi: ma chi è il Papa? C’è forse un segreto, fra loro, che il mondo ignora? O vanno considerati sullo stesso piano?

Sappiamo che così non può essere perché per divina costituzione la Chiesa può avere solo un Papa.

Ma allora? Si aprono problemi nuovi e sorprendenti alla luce dei quali alcuni potrebbero anche attribuire significati inattesi a certi gesti di Francesco, come l’essersi presentato sulla loggia di San Pietro solo come «vescovo di Roma», senza paramenti pontifici o la mancanza del pallio nel suo stemma papale (il pallio è oggi il simbolo dell’incoronazione pontificia avendo sostituito il triregno).

Tuttavia non si può fingere che tutto sia normale, perché la situazione è quasi apocalittica.

E non si possono evitare le domande: sulle ragioni delle dimissioni di Benedetto, su quanti le hanno volute, sulle pressioni indebite che le hanno provocate. E sul suo status attuale.

[…]

Deve esserci una ragione assai seria per decidere di «permanere» così. E le conseguenze sono evidenti. I suoi sono segnali molto importanti mandati a chi deve intenderli e a tutta la Chiesa. Segnala che egli continua a difendere il tesoro della Chiesa, sia pure in un modo nuovo. E sembra ripetere quanto disse nella sua Messa d’insediamento: «Pregate per me, perché io non fugga, per paura, davanti ai lupi»”.

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