Beppe Grillo difende Gino Paoli. Fan M5s si indignano

di Redazione Blitz
Pubblicato il 23 febbraio 2015 12:59 | Ultimo aggiornamento: 23 febbraio 2015 12:59
Beppe Grillo difende Gino Paoli. Fan M5s si indignano

Beppe Grillo difende Gino Paoli. Fan M5s si indignano

ROMA – Beppe Grillo lo aveva messo all’inizio del suo post. Precisazione dovuta: “Gino Paoli è mio amico”. Come a dire: quello che segue può essere in qualche modo in conflitto di interessi. Ai fan del Movimento 5 Stelle non è bastato. E nel partito e sul blog scoppia il caso Gino Paoli, il cantautore accusato di una maxi evasione fiscale.

Un caso che in M5s crea un corto circuito. Perché Grillo scrive un post a difesa del cantautore amico mentre i suoi chiedono formalmente le dimissioni di Paoli dalla Siae. Allo stesso tempo, sul blog, tanti protestano per la difesa di Grillo. E alla fine il post sparisce dalla home page del blog.

Cosa aveva scritto Grillo? Una difesa di Paoli e un feroce attacco ai giornalisti, in particolare a chi aveva dato la notizia per il Secolo XIX, il giornale di Genova:

Premetto che Gino Paoli è mio amico da molti anni e che spesso le nostre famiglie si incontrano vivendo nella stessa zona di Genova. Quindi potrei essere considerato poco obiettivo. Ma a questo gioco al massacro di una persona di 80 anni non pregiudicato, mai inquisito, per alcunché, che mi risulti, io non ci sto! I cittadini sono diventati vittime sacrificali, mostri da sbattere in prima pagina senza che possano difendersi in alcun modo.

Il Secolo XIX ha pubblicato un titolo di condanna che non ammette replica: “Maxi evasione in Svizzera, blitz della Finanza a casa di Gino Paoli” dal quale un lettore distratto evince che Paoli avrebbe evaso senza alcun dubbio cifre persino superiori al Costituzionalista di Arcore condannato per truffa fiscale. Nell’articolo si legge “Le Fiamme gialle stanno indagando su una presunta maxi evasione in Svizzera”. Quindi per ora “l’evasione è presunta”. Continuiamo: “Paoli risulta indagato: a metterlo nei guai sarebbero alcune intercettazioni di conversazioni avvenute con il suo commercialista”.
(…)
Paoli ha trasferito illegalmente i soldi o no? E infine la perla: “si ipotizza in Svizzera”, ma per questo si potrebbe ipotizzare qualunque posto nel mondo, per esempio dove hanno trasferito (qui senza condizionale) soldi pubblici i partiti. L’immagine che si vuole traferire è quella di Paoli “spallone” con un sacco pieno di euro che valica le Alpi, magari di notte con la luna piena.

(…)

Il Secolo XIX si sdegna per “la mancanza di rispetto dell’amico Beppe Grillo. Ieri il Movimento 5 Stelle che ha chiesto le dimissioni di Paoli da presidente della Siae. La fretta con la quale Grillo ha mosso i suoi, però, è sintomo di un giustizialismo cinico, per nulla democratico”.

Io non ho “mosso i miei” contro Gino Paoli. Come ho scritto, aspetto la magistratura prima di emettere qualunque giudizio, alla faccia degli sciacalli dell’informazione.

Mentre Grillo scrive questo post, però, i suoi chiedono le dimissionidi Paoli. E ci si mette anche l’avvocato del cantautore che racconta di una telefonata di scuse di Grillo a Paoli per il comportamento dei suoi. Sul blog più di qualcuno non gradisce.

Così Luca De Carolis sul Fatto Quotidiano:

L’avvocato del cantante però parla di scuse fatte via telefono. La capogruppo Fabiana Dadone replica all’Adn Kronos: “Non credo, saranno voci di corridoio. Se lo ha detto, il suo legale se ne assumerà la responsabilità”. Nel frattempo il blog si riempie di commenti. E a prevalere è il disappunto . “No agli amici degli amici. L’onestà deve andare di moda, anche se i disonesti li conosciamo di persona”, scrive un attivista. Carlo da Roma esorta: “Non fare come Renzi, gli amici e gli altri. Almeno fai come la Boschi: lascia stare l’argomento, astieniti”. In diversi sostengono: “Dovevi essere più prudente, aspettare”. E c’è chi si dice “amareggiato e deluso”.