Berlusconi: “Bravo Renzi, va contro i suoi per incontrarmi”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 18 gennaio 2014 8:57 | Ultimo aggiornamento: 18 gennaio 2014 8:57
Berlusconi: "Bravo Renzi, va contro i suoi per incontrarmi"

Berlusconi: “Bravo Renzi, va contro i suoi per incontrarmi”

ROMA – “Bravo Matteo, va contro i suoi per incontrarmi” avrebbe così reagito Berlusconi dopo l’annuncio di Renzi dell’incontro con il cavaliere nella sede del Partito Democratico a Roma. 

Il retroscena di Paola Di Caro sul Corriere della Sera:

Silvio Berlusconi se lo gode il momento atteso e preparato nelle scorse settimane, si fa vedere allegro e spensierato nel centro di Roma a cena con le «sue» donne (come giovedì con la fidanzata Pascale, la Biancofiore, la Gelmini, la Calabria, la Rossi insieme a Giovanni Toti), riceve vecchi e fidati amici per avere consigli — Scajola, Miccichè — e nel pomeriggio fa il punto della situazione con Denis Verdini e Gianni Letta, che oggi lo accompagnerà all’incontro con il segretario del Pd.
In Forza Italia, almeno fino a ieri pomeriggio, l’aria era quella di chi è a un passo dal vincere alla lotteria: «L’accordo è fatto, l’intesa c’è. Se la vedrà Renzi con i suoi, a noi non importa quello che farà con i suoi compagni del Pd o con il governo», l’opinione dei più ottimisti, convinti che su un sistema «che parte dallo spagnolo, con listini bloccati, piccoli collegi e un premio di maggioranza» la soddisfazione reciproca degli azzurri come dei renziani sarebbe ottima e abbondante.
Lo stesso Berlusconi è apparso molto ben disposto nei confronti del sindaco di Firenze, nei giorni scorsi come ieri: «È stato coraggioso, ha sfidato il suo partito per incontrarmi, si è mosso veramente bene», ha ripetuto ai suoi, fiducioso che «queste sono cose che contano in politica, il suo è un approccio molto positivo». Ma nello stesso tempo la giornata di ieri, le voci di un riavvicinamento di Renzi a Scelta civica, ad Alfano, hanno cambiato un po’ l’aria: «Ha davanti una strada difficilissima, vedremo se saprà percorrerla. Certo, sia chiaro che per noi non tutto è accettabile. Discutere e mediare va bene, ma se ci trovassimo di fronte a un voltafaccia, non potremmo accettarlo», l’avvertimento del Cavaliere, che pure vede aperte davanti a sé molte strade, anche interessanti.
Se Renzi rompe con i suoi e cade il governo, secondo il Cavaliere e i suoi si potrebbe sia votare che andare a un governo «di scopo» per fare la legge elettorale, con il sostegno di Forza Italia, e poi giocarsi la partita sulle spaccature interne della maggioranza e sperando nell’effetto logoramento del segretario del Pd: «Forse non sarebbe male aspettare un annetto ancora: oggi Renzi è in grande spolvero, più avanti le cose potrebbero cambiare. E io potrei tornare in gioco, perché credo davvero che la Corte europea possa annullare la sentenza contro di me, ci credo sul serio». Anche se il governo andasse avanti nonostante tutto — ferito, azzoppato — i giochi potrebbero riaprirsi: «È un esecutivo morto, più vanno avanti e più si logorano…».
Se invece l’accordo si siglasse davvero con la mortificazione di Alfano e dei suoi, Berlusconi non verserebbe una lacrima: lo descrivono ancora amareggiato e ferito per lo strappo del suo ex delfino e degli altri ministri: «Voi non sapete cosa ho fatto per loro, e loro mi hanno trattato così…».
In ogni caso, a chi gli ha parlato, Berlusconi è sembrato molto collaborativo rispetto all’ipotesi di portare a termine almeno alcune riforme fondamentali: «Quella del Senato è una riforma giusta, non possiamo dire di no. Se si può fare qualcosa per il bene del Paese, noi ci siamo». Insomma, rientrare in gioco, per lui, è a questo punto essenziale e necessario. Così come portare a termine l’operazione «nuovo partito». Senza umiliazioni per nessuno, se è vero che ieri Daniela Santanchè è stata riconfermata nel suo ruolo di capo del settore fund raising . Poi, la prossima settimana, si penserà a tutti gli altri: sarà nominato l’ufficio di presidenza con una quarantina di membri, e dopo nascerà l’ufficio politico a 10 membri, con i big forzisti dentro. E con Toti nel ruolo di coordinatore dell’organismo o segretario. Una mediazione che metterebbe d’accordo tutti, o quasi.