Berlusconi, Feltri contro Fiorello, Travaglio e Adriano Celentano: prime pagine e rassegna stampa

di Redazione Blitz
Pubblicato il 20 settembre 2013 8:55 | Ultimo aggiornamento: 20 settembre 2013 8:59

Il Corriere della Sera: “Le parole rivoluzionarie del Papa.” Stabilità, solo da noi fa orrore. Editoriale di Antonio Polito:

“Il governo Letta si è appena salvato da una crisi che già ci si interroga sulla prossima. Berlusconi fa capire che la potrebbe aprire sulle tasse, Renzi che la potrebbe aprire per vincere le elezioni, e il premier fa capire che ha capito e che quindi «giocherà all’attacco». La politica all’italiana è l’opposto del calcio all’italiana: tutti all’attacco, e nessuno che pensa mai a difendere.
Ben diversa è quella tedesca. Nonostante l’incertezza sull’esito del voto di domenica, dal quale nessuno sa che maggioranza parlamentare uscirà, c’è infatti in Germania certezza di stabilità politica: tutti sanno che Angela Merkel sarà per la terza volta Cancelliera, e che la sua politica proseguirà grosso modo immutata.
Questo paradosso meriterebbe una riflessione, soprattutto da parte di chi in Italia lamenta che la stabilità è sì una buona cosa, ma poi non tanto, perché sospende la lotta politica, inceppa l’alternanza, offende i sentimenti identitari degli elettori. C’è invece in Europa un grande Paese dove la gente la pensa diversamente: viva il conflitto e l’identità, ma è più importante ciò che il governo fa, e se lo fa a vantaggio della nazione.
Così se i liberali, attuali alleati della Merkel, resteranno fuori dal Bundestag, la Cdu farà l’alleanza con i suoi avversari socialdemocratici, e sarebbe la terza volta nella storia; d’altro canto la Spd, se pure servisse per vincere, esclude di allearsi con la sinistra della Linke preferendole la Cdu; e nessuno si alleerà mai con il nuovo partito anti euro, qualsiasi sia il suo risultato.”

Anti-euro alle soglie del Parlamento Incubo per la Merkel e il Continente. Dal corrispondente Paolo Lepri:

“Allarme blu, come i colori del partito anti-euro fondato in primavera dall’economista Bernd Lucke e diventato in pochi mesi la principale novità della politica tedesca. A tre giorni dal voto, Alternativa per la Germania (AfD) viene accreditato per la prima volta da un sondaggio Insa pubblicato dalla Bild di una percentuale di voti (il 5%) in grado di superare la soglia di sbarramento. Era da tempo che si parlava di un’area di consensi variabile, difficile da calcolare. Ora la possibilità concreta che una pattuglia di euroscettici arrivi in Parlamento sta movimentando le ultime battute della campagna elettorale.
Una eventuale affermazione dei nemici della moneta unica e sostenitori del ritorno del marco rappresenterebbe una svolta significativa negli equilibri della prossima legislatura. In primo luogo perché potrebbe rendere impossibile la riconferma dell’attuale maggioranza «nero-gialla» (cristiano-democratici, cristiano-sociali e liberali) che sostiene il governo Merkel. Guardando ai numeri, con Alternativa per la Germania in Parlamento — che vi entrino i liberali oppure no — sarebbe molto probabile un accordo per un governo di grande coalizione tra Cdu-Csu e socialdemocratici. In secondo luogo, la presenza nel Bundestag di Lucke e dei suoi uomini potrebbe tenere sotto pressione il futuro governo e condizionare almeno in parte i comportamenti di quei settori delle schieramento conservatore che in passato hanno espresso riserve sulle politiche di aiuto ai Paesi europei indebitati.”

Adriano Celentano sul Corriere della Sera: “A Venezia si celebra il funerale della belelzza.”

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La prima pagina di Repubblica: “Berlusconi non è un perseguitato.”

La Stampa: “Letta stoppa Berlusconi.” Il premier passa all’attacco. Editoriale di Fabio Martini:

“Enrico Letta ha alzato la voce, a modo suo. Dopo la sparata di Silvio Berlusconi sono un perseguitato, l’Italia è un Paese a libertà vigilata, la politica fiscale in atto è disastrosa – il presidente del Consiglio ci ha rimuginato una notte.”

Marmi, ori e nostalgia Il Cavaliere inaugura la sua Forza Italia 2. Articolo di Mattia Feltri:

“Il maxischermo in piazza di San Lorenzo in Lucina, già che siamo in regime di revival, va e si oscura come ai tempi pionieristici di TeleMilano 58. La voce è un singhiozzo. I colori un’ipotesi. Ma la trasmissione è clemente al momento giusto: Silvio Berlusconi è nelle nuova sede della nuova Forza Italia e arringa i parlamentari, italiani ed europei, e i loro segretari e gli amici stretti, tutti in ghingheri, con le spillette d’epoca, le cravatte scure, i tacchi a trampolo, i tubini, i rossetti. «Quando siedo a fianco di qualcuno che maneggia il telefonino sono sempre stupito che riesca ad avere ogni informazione in un attimo. Dobbiamo aprirci anche noi a questo strumento», dice il capo. Va così. Lo si era capito subito, sotto il sole ad aspettare l’arrivo dell’inaugurante annunciata per le 17, anticipata alle 16.30, infine fissata alle 17.20, a testimoniare la recente risolutezza del partito. Lo si era capito perché per quaranta minuti consecutivi era stato diffuso l’inno (con karaoke) di Forza Italia, che ha ripreso il posto di Meno male che Silvio c’è, e che era accompagnato da immagini dimenticate di Berlusconi magro, Umberto Bossi animato, Rocco Buttiglione ragazzino.”

Il Fatto Quotidiano: “Parla il maggiordomo di B.: Filo diretto con Napolitano.”

Larghe scemenze. Editoriale di Marco Travaglio. Per leggere l’editoriale clicca qui

Andrea Scanzi: “Quelli che… Arbitro non conti un c…”:

“Condannare anche la perdurante assenza di fair play della sua squadra, dal lampione flebile di Marsiglia al menefreghismo riservato al fratturato Larrondo. La spiegazione più facile è quella dei due pesi e delle due misure: i più forti si salvano e i più deboli no. Nello specifico, il barracuda Balotelli mangia il pesciolino Pizarro..”

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Il Giornale: “I ladri di Equitalia.” Editoriale di Nicola Porro:

È proprio una storiaccia. Beccare l’esattore che per quattro danari fa lo sconto sulle tasse da pagare, sembra un roba dell’altro seco­lo. Secondo la Procura di Roma è quanto facevano alcuni fun­zionari ( ed ex colleghi) di Equi­talia. Vedremo presto, si spera, se e quanto fosse diffuso il siste­ma. Una tangente per alleggeri­re il proprio carico fiscale fa ri­bollire il sangue. Equitalia è sta­ta­negli ultimi anni il braccio in­flessibile della legge (assurda) tributaria. Inflessibile nei suoi atteggiamenti oltre che nelle sue regole. La prima reazione è di sdegno. Come per uno stu­pro, non si riesce a ragionare, a essere lucidi. Ad aspettare un processo. In galera i presunti delinquenti. Gli aguzzini che hanno rovinato la vita a miglia­ia di contribuenti in sofferenza. Nei confronti dei quali (i contri­buenti, si intende) non hanno mai avuto pietà. Bene.”

Di governo e di Fiorello. Scrive Vittorio Feltri:

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“Ieri sulla 7 (e ieri l’altro su Rai 1) è andato in onda un filmato in cui Fio­rello, il fenomeno, faceva il verso a Sil­vio Berlusconi in chiave satirica. In sin­tesi, una presa in giro di pessimo gu­sto. Il Cavaliere presentato come un fesso che reagiva con rabbia alla con­danna della Cassazione a versare una montagna di denaro a Carlo De Bene­detti. Di norma scherzare è lecito o ad­diritturaopportuno per sdrammatiz­zare certe situazioni. Ma sfottere un uomo in procinto di scontare una pe­na detentiva, di abbandonare la politi­ca attiva, il seggio senatoriale e a sve­narsi finanziariamente è un’operazio­ne disgustosa.Se un tuo avversario crolla, è buona norma aiutarlo a rialzarsi; sferrargli un calcio mentre è a terra è da vigliac­chi. D’altronde quando Fiorello era schiavo della droga, pieno zeppo di co­caina, e rischiava di scomparire, nes­suno di noi ha osato colpirlo alla schie­na né al petto. Siamo stati zitti speran­do che egli si riprendesse. Si è ripreso e ce ne rallegriamo. Ci aspettavamo che Fiorello si comportasse con Berlusco­ni come noi ci comportammo con lui. Con un minimo di stile.