Bonus 80 euro Renzi, chi lavora troppo lo restituirà. Antonio Signorini, Giornale

di Redazione Blitz
Pubblicato il 2 Maggio 2014 8:43 | Ultimo aggiornamento: 2 Maggio 2014 8:43
Bonus 80 euro Renzi, chi lavora troppo lo restituirà. Antonio Signorini, Giornale

Bonus 80 euro Renzi, chi lavora troppo lo restituirà. Antonio Signorini, Giornale

ROMA – “Qualche cattiva certez­za e molti buchi neri – scrive Antonio Signorini del Giornale –  La circolare esplicati­va dell’Agenzia del­l’entrate sul bonus del governo Renzi ha fatto scricchiolare la «cura choc», tra conferme po­co gradite (non sono 80 euro, ma 53,3 euro e la penalizzazio­ne dei redditi più bassi) e diver­se incertezze. È nel «non detto» del documento che si nascon­dono le trappole che potrebbe­ro rovinare la festa agli italiani, fino all’ipotesi estrema e disa­strosa: la restituzione a fine an­no del bonus da parte di una buona fetta di contribuenti che l’hanno percepita”.

L’articolo completo:

A rischio i lavoratori che han­no fatto più e meglio o, comun­que, i dipendenti di aziende di­namiche che puntano sulla qualità e la produttività piutto­sto che sull’appiattimento. Op­pure quelli che hanno messo in pratica una flessiblità virtuo­sa, e hanno più di un datore di lavoro.
Questo ultimo bug è più che altro tecnico. In sostanza, chi lavora per due datori di lavoro e ha un reddito inferiore ai 26mila euro, dovrebbe ottene­re in automatico il bonus da en­trambi. Allo stato attuale toc­cherà a lui restituire uno dei due.
Decisamente più politico l’al­tro rischio restituzione bonus. Un disincentivo alla produttivi­tà, in controtendenza con le po­litiche del lavoro degli ultimi anni e con tutte le raccomanda­zioni delle organizzazioni in­ternazionali all’Italia. A ri­schio, i lavoratori che si trova­no al limite del tetto massimo dei 26mila euro con la retribu­zione ordinaria. Quelli che, nel corso dell’anno, incasseranno soldi extra per gli straordinari oppure per un premio di produ­zione, vedranno salire il loro imponibile. Visto che il bonus si calcola sullo stesso imponibi­le delle imposte e no­n sono pre­viste deduzioni per il salario va­riabile, il dipendente premiato rischia di dovere restituire i quasi mille euro al fisco.
In alternativa sarà invogliato a rinunciare a ogni extra nello stipendio. In controtendenza, dicevamo, con tutte le scelte fatte negli ultimi anni dai gover­ni italiani, che puntano a pre­miare e incentivare la produ­zione. E in contraddizione an­che con il rifinanziamento del salario di produttività, sblocca­to ieri dal governo, anche se do­po mesi di incertezze e pressio­ni fortissime, in particolare da parte della Cisl.
L’effetto non sarà certamen­te quello di un taglio del cuneo fiscale. «È una misura della quale – dice Rosario De Luca, presidente della Fondazione studi Consulenti del lavoro ­non si capisce bene la natura. Non riduzione del cuneo, ma un contributo concesso dal go­verno ad alcuni cittadini, con l’esclusione delle fasce più bas­se, che non è sicuramente una scelta impron­tata all’equi­tà ». Sulla soglia minima, ha protestato martedì For­za Italia attra­verso Il Matti­nale di Rena­to Brunetta, è stata fatta una precisa scelta politica che mira a esclu­dere i redditi molto bassi, tra i quali non rientrano molti elettori della sinistra. In più, il bonus non sarà di 80 euro, ma 53-54 euro al mese.
Sempre sul fronte dei consu­lenti del lavoro c’è il problema dei tempi tecnici e del possibi­le slittamento a giugno nel ca­so in cui le aziende non siano pronte. «Siamo nelle mani del­le software house», aggiunge De Luca. I programmi delle bu­ste paga devono essere aggior­nati alla luce della circolare uscita da pochi giorni. Con il ponte di mezzo, il rischio di uno slittamento è concreto. La circolare prevede comunque che la somma annua sia divisa in 7 mensilità invece che otto. Ieri il Senato ha confermato con 122 sì, 53 no e 7 astensioni il parere favorevole della com­missione Affari costituzionali sulla costituzionalità del decre­to Irpef. A richiedere il voto del­l’Aula sui presupposti di costi­tuzionalità i senatori di Forza Italia e della Lega.