Brescia, Italcarni: “Maltrattavamo gli animali”

di redazione Blitz
Pubblicato il 26 Ottobre 2015 14:27 | Ultimo aggiornamento: 26 Ottobre 2015 14:27
Brescia, Italcarni: "Maltrattavamo gli animali"

Brescia, Italcarni: “Maltrattavamo gli animali”

BRESCIA – Carne contaminata da salmonella. I responsabili della Italcarni rispondono però che non pensavano di commettere illeciti. Il macello, in provincia di Brescia, è stato chiuso qualche giorno fa. Spiega Wilma Petenzi sul Corriere della Sera

Alla Italcarni di Ghedi gli animali destinati alla macellazione venivano maltrattati. Nemmeno l’amministratore unico Federico Osio, ha potuto negarlo. Anche perché ci sono le riprese effettuate dagli inquirenti a testimoniare il trattamento che veniva riservato agli animali. L’altro giorno Osio si è presentato con i legali Fausto e Alessandro Asaro nell’ufficio del sostituto procuratore Ambrogio Cassiani che ha coordinato l’indagine che ha fatto finire nei guai l’amministratore, quattro collaboratori e due veterinari del distretto di Leno, incaricati di effettuare i controlli necessari per la verificare il rispetto delle regole e la salubrità del prodotto. Per più di due ore Osio ha risposto ad ogni domanda.

«Nessuna bustarella ai veterinari che ci controllavano». Ha ammesso, come detto, i maltrattamenti ma precisando che non c’era la consapevolezza che potevano crearsi dei problemi per il prodotto finale (le analisi dello Zooprofilattico di Torino e di Portici avrebbero riscontrato in alcuni tagli di carne batteri – salmonella compresa – fino a 50 volte oltre il limite consentito, con rischi per i consumatori).

Non tutta la carne era contaminata, tanto che nei giorni scorsi è stato accolto il dissequestro per alcune partite di prodotto sicuro, per un valore di circa 40 mila euro. Osio non si è nemmeno sottratto alle domande sul ruolo dei veterinari che controllavano il macello. «Nei controlli c’era leggerezza» avrebbe ammesso Osio, al punto che il bollo sanitario, quello che afferma la genuinità del prodotto, veniva apposto dal macello stesso. L’amministratore ha anche assicurato alla procura che il comportamento dei veterinari non era frutto di bustarelle o di regali.I legali si preparano a valutare la possibilità di chiedere il dissequestro – non prima però che vengano create le condizioni tecniche necessarie affinché non si verifichino più alcune condizioni a rischio – e eventuali riti alternativi .