Calcio, la squadra dei migranti debutta in terza categoria

di Redazione Blitz
Pubblicato il 17 Novembre 2013 18:49 | Ultimo aggiornamento: 17 Novembre 2013 18:49
Calcio, la squadra dei migranti debutta in terza categoria

Calcio, la squadra dei migranti debutta in terza categoria

ROMA – ‘Il Corriere della Sera’, in un articolo a firma di Felice Cavallaro, racconta la storia della squadra dei migranti, pronta al debutto nel campionato dilettantistico di calcio di terza categoria.

Riportiamo alcuni passaggi dell’articolo.

“Tutti approdati a Lampedusa o Pozzallo dopo drammatiche odissee nel Mediterraneo, raccolti come altri duemila disperati al Centro Cara di Mineo, eccoli scendere in campo alle 11 per la prima domenica in un regolare campionato di terza categoria a Biancavilla, sempre alle pendici dell’Etna, dopo il nulla osta arrivato in extremis da Roma per superare gli ostacoli legati allo status di richiedenti asilo ancora senza permesso di soggiorno.

“Ma qui abbiamo dei veri campioni”, commentò in estate il direttore del Centro migranti di Mineo, quando la squadretta dei ragazzi arrivati con i barconi dal Nord Africa rientrava dalle partitelle di periferia con coppe e medaglie in quantità. “Diamo una mano a questi piccoli Asamoah, a questi Balotelli…”, suggerì Sebastiano Maccarone, Ianni per gli amici e per gli ospiti del centro Cara di Mineo, il “villaggio degli aranci” dove si realizza il piccolo grande sogno. “Altro che disperati, questi sono campioni…”, dissero i due allenatori chiamati dal direttore, Giuseppe Manzella e Gianluca Trombino.

Adesso fieri della scommessa vinta dai venti ragazzi che hanno rischiato la vita nel Mediterrano dopo viaggi cominciati in Gambia, Mali, Camerun, Nigeria, Somalia e Burkina Faso.

E’ la scommessa di una possibile accelerata integrazione alimentata dai coach felici di fare indossare ai loro campioni i completini fiammanti, per il torneo che comincia con il Biancavilla, proseguendo la prossima settimana con il team di un’altra landa disperata, quella del quartiere Librino di Catania, e l’8 dicembre nel derby con Mineo, la città vicina al Cara, ma lontanissima per i chilometri da percorrere a piedi fra caselli e guard rial, per i muri di pregiudizio, tabù e diffidenza che spesso si alzano nonostante gli sforzi dell’amministrazione comunale e di tante associazioni di volontari.

Anche per questo Manzella e Trombino sono euforici: “E’ la partita del riscatto. Loro non vedono l’ora di scendere in campo. Noi, il nostro campionato l’abbiamo già vinto, partecipando”. Soddisfatti dalla generosità di questi ragazzi che saranno chiamati solo per nome. “Per evitare ritorsioni dai governi di provenienza”, spiegano il direttore e il suo portavoce, Rosario Lizio”.