Calciomercato Juventus, Antonio Conte verso il rinnovo del contratto: biennale

di Redazione Blitz
Pubblicato il 14 Dicembre 2013 10:39 | Ultimo aggiornamento: 14 Dicembre 2013 10:39
Calciomercato Juventus, Antonio Conte verso il rinnovo del contratto: biennale

Calciomercato Juventus, Antonio Conte verso il rinnovo del contratto: biennale

TORINO – L’eliminazione dalla Champions non ha rovinato la storia d’amore tra Antonio Conte e la Juventus. Il calciomercato bianconero ripartirà dal rinnovo del contratto dell’allenatore. Ne parla in maniera approfondita La Gazzetta dello Sport in un articolo a firma di Mirko Graziano. Riportiamo parte dell’articolo della rosea.

“… Niente panico in casa Juve dopo l’addio all’Europa che conta. Avanti senza sussulti. Con Conte saldissimo al suo posto e un progetto che non subirà modifiche o restrizioni economich e.

Il precedente. Nel maggio del 2011, Andrea Agnelli affrontò la prima vera crisi della sua gestione. La Juventus di Delneri aveva appena fallito ogni traguardo, finendo fuori anche dall’Europa League. Sul pianeta bianconero c’era aria di guerriglia. Tanta la rabbia dei tifosi, forte la pressione anche dall’esterno, continui i paragoni fra la dirigenza che fu e l’operato del gruppo-Marotta. Ebbene, il giovane erede dell’Avvocato (zio Gianni) e del Dottore (papà Umberto) non cedette alla tentazione di una facile via di uscita personale, ovvero offrire alla piazza la testa dell’a.d. Beppe Marotta.

Caricò invece su di sé ogni responsabilità e in conferenza stampa confermò con decisione l’autonomia del gruppo di collaboratori scelto appena un anno prima: «Se l’anno prossimo saremo ancora qui a parlare di una stagione come quella appena conclusa – disse –, allora sì che sarei preoccupato. Oggi no, a inizio progetto qualche problema si può incontrare». Di lì a breve, Agnelli scelse Antonio Conte come guida tecnica, poi Marotta e Pratici portarono a termine un mercato sontuoso, e la Juve decollò per un volo ancora oggi esaltante, almeno fra i confini nazionali.

Come allora… Istanbul, 11 dicembre 2013: la Juve è fuori dalla Champions League dopo una deludente fase a gironi. Di fatto, si apre il secondo periodo di crisi dell’era Agnelli, il primo della gestione Conte. Pressione fortissima anche stavolta. Web, strade, bar, improvvisate tribune qua e là mettono un po’ tutti nel mirino: i soliti dirigenti, accusati stavolta di scarso peso politico; giocatori che smarriscono personalità in Europa; quindi, udite udite, anche Antonio Conte e i suoi cambi tardivi. Reazioni di pancia, pure legittime alla luce di un’eliminazione tanto fastidiosa, ma che non condizioneranno di certo la strategia societaria del numero uno di corso Galileo Ferraris. I pilastri della sua Juve non si toccano. Il messaggio arriva forte, questa volta prima ancora di vestire l’ufficialità delle virgolette. D’altronde, l’obiettivo principale della stagione è dichiarato da tempo: il terzo scudetto consecutivo, fronte sul quale la Juve è lanciatissima. C’è poi sempre il sogno di un «tripletino» niente male da cullare: scudetto, Europa League e Coppa Itali a.

Presto il rinnovo. Paradossalmente, la sconfitta in Turchia ha ulteriormente compattato l’intero ambiente. Conte ha davvero apprezzato l’atteggiamento del suo presidente all’indomani dell’eliminazione in Champions: società in blocco a Vinovo, sguardo rivolto al futuro, incoraggiamenti sinceri, scudo senza crepe attorno al tecnico. E non sono mosse di facciata. Agnelli e Marotta credono infatti sempre ciecamente nel leccese. E sono pronti ad aprire anche subito il tavolo della trattativa per il rinnovo di un contratto che oggi lega Conte alla Juve fino a giugno del 2015. Idee chiare per il club: avanti con un gruppo di lavoro (fuori e dentro il campo) che in due anni e mezzo ha saputo instaurare una vera e propria tirannia nazionale, partendo dalle macerie di due settimi posti. Un gruppo di lavoro considerato adatto e pronto anche alla scalata europea. Le basi fin qui gettate sono parecchio buone, e non vanno legate al maledetto pomeriggio di Istanbul. Il piano Juve è ambizioso, e in un certo senso coraggioso dal punto di vista economico: blindare i pezzi da novanta (dopo Vidal, appunto Conte, Pogba e Pirlo), centrare almeno un grandissimo acquisto estivo e riportare alla base uno dei talenti più pronti fra quelli lasciati a maturare in provincia, su tutti Domenico Berardi, jolly offensivo dal potenziale sconfinato. Impossibile senza i soldi della Champions? No, servirà sicuramente almeno un sacrificio eccellente (sul mercato finiranno Marchisio, Vucinic, Quagliarella e Giovinco), ma in termini di premi Uefa, il danno per il mancato accesso al «G16» è di circa 5 milioni tra bonus sfumato (3,5+0,5 per il pareggio), decremento del market pool (2,5) e tenendo conto dei 2 milioni almeno che rientreranno con l’Europa League, competizione che se percorsa a lungo potrebbe però rendere fino a dieci milioni di euro, incassi esclusi… “.