“Calciopoli è esistita davvero”, Ruggiero Palombo sulla Gazzetta

di Redazione Blitz
Pubblicato il 25 Marzo 2015 12:47 | Ultimo aggiornamento: 25 Marzo 2015 12:47
"Calciopoli è esistita davvero", Ruggiero Palombo sulla Gazzetta

Luciano Moggi (LaPresse)

ROMA – “Calciopoli è esistita davvero” scrive Ruggiero Palombo sulla Gazzetta dello Sport. “Prescritti. Che non vuol dire assolti, ma in questo caso l’esatto contrario. Calciopoli non finisce qui soltanto perché più in là arriveranno le motivazioni della sentenza della Cassazione, che ci diranno qualcosa o molto di più del semplice dispositivo emesso nella notte tra lunedì e martedì, e perché ci sarà ancora da sciogliere in sede civile l’aggrovigliata matassa dei risarcimenti danni”.

Nove anni sono passati dal maggio 2006, quando esplose lo scandalo. Troppi. Il risultato è una sentenza definitiva che arriva fuori tempo massimo, evidenza che pone amare riflessioni sulla lentezza patologica della giustizia italiana. L’epilogo è annunciatissimo, di colpo di scena si sarebbe potuto parlare soltanto in caso di assoluzione. Non c’è stata, e dopo i tre gradi della giustizia sportiva, certo imperfetta ma così necessaria nella sua rapidità, si sono ora completati quelli della giustizia penale. Senza scosse significative anche se qualche capo d’imputazione si è perso per strada. Calciopoli è esistita, è stata una storiaccia, è finita come doveva.

Le schede telefoniche protette, ma anche una sorta di rivalutazione della parte riguardante griglie, designazioni e intercettazioni: il procuratore generale Mazzotta ha riassunto a braccio le 57 pagine della sua requisitoria. Un «j’accuse» lucido ed efficace. Che non gli ha impedito tuttavia di porsi un interrogativo, commentando il richiamo dei difensori di Moggi ad alcune intercettazioni (Bergamo/Facchetti e Meani/ Bergamo) che nell’inchiesta non erano entrate: «Non sappiamo perché l’attività investigativa non abbia sviluppato i dati emergenti da tali conversazioni telefoniche», dice Mazzotta. Riaprendo così una vecchia ferita. E riportandoci d’un colpo al Palazzi bis della Federcalcio, quello che si rammaricava d’essere entrato in possesso troppo tardi (anche lì i tempi biblici e la prescrizione…) di alcune intercettazioni che avrebbero potuto allargare, Inter in primis, il campo delle società degne in qualche misura (minore, sia chiaro) di sanzioni disciplinari sul fronte della giustizia sportiva. Il buco nero di Calciopoli. Ormai destinato a restare tale (…)