Calderoli-Palazzo Madama: cyberguerra all’ultimo algoritmo

di Redazione Blitz
Pubblicato il 18 Settembre 2015 12:07 | Ultimo aggiornamento: 18 Settembre 2015 12:07
Roberto Calderoli (foto Ansa)

Roberto Calderoli (foto Ansa)

ROMA – “Si combatte di tattica, di legalissima compravendita, di abilità oratoriale, di finezza da regolamento, di doppio gioco, di alleanze innaturali – scrive Mattia Feltri della Stampa – E poi c’è l’algoritmo. Eccola, l’ultima arma entrata nella guerra parlamentare, ed è algoritmo contro algoritmo”.

Be’, in quel simpatico e talvolta sofisticato sanatorio che è Palazzo Madama non c’era da aspettarsi che pool di ragazzotti occhialuti avessero studiato il modo di produrre al computer emendamenti a milioni. È la squadretta di Roberto Calderoli, il veterano leghista: lui la tiene nascosta, non mostra a nessuno nemmeno la macchina assassina e però ammette, «siamo pronti a presentare decine di milioni di emendamenti, se fosse necessario». Dunque, si tratta di tre algoritmi collegati, progettati sulla base di «anni di esperienza, quelli che ho trascorso a scrivere emendamenti, a escogitare modi per moltiplicarli e complicare la vita all’avversario», dice Calderoli.

Intanto un paio di precisazioni: l’emendamento è la proposta di modifica a una legge. I tre algoritmi funzionano più o meno così: scritto un emendamento, il computer lo riscrive spostando la virgola varie volte nel medesimo testo, creando altrettante varianti dell’emendamento, e lo stesso avviene per esempio con l’uso dei sinonimi. Come Calderoli spiega in modo volutamente elementare, «se in un emendamento scrivo la parola pera, l’algoritmo me lo riscriverà sostituendo pera con frutta, e poi con vegetale, e così via».

Mercoledì, allo scadere dei termini, la Lega depositerà «qualche milione di emendamenti, ora non voglio essere più preciso». L’ultima volta, quando la legge di riforma costituzionale era arrivata in commissione, gli emendamenti erano cinquecentomila (…) A meno che i cybercollaboratori di Grasso non trovino in tempo la app giusta, impresa per cui si stanno industriando. Ma questo strano matrix legislativo non sarà una sfida all’ultimo sangue. In fondo il presidente e le opposizioni non sono mai stati tanto vicini. Dalla Lega arriva l’ultima soffiata: «In mezzo alla babilonia c’è anche la soluzione. E non ha niente a che fare con l’informatica. Se Grasso la cerca, la trova». Diciamo così: non siamo proprio sicuri di averci preso, ma magari ci sono alcuni articoli della legge con pochissimi emendamenti, e quelle sono le modifiche su cui le minoranze vorrebbero la prova del voto in aula. Tutto il resto, i milioni e milioni, diventerebbe superfluo.