Rassegna Stampa

Camera di commercio Roma, la mappa degli sprechi

Camera di commercio Roma, la mappa degli sprechiROMA – L’impasse sulla nomina del presidente della Camera di Commercio sta determinando un altrettanto grave immobilismo economico.

Il presidente “sfiduciato” Giancarlo Cremonesi, ma anche una buona parte del consiglio camerale, finora hanno fatto ben poco per curare i mali endemici dell’ente: deficit, sponsorizzazioni ma soprattutto una pletora di società con dirigenti, cda, sindaci e collaboratori.

E scorrendo il bilancio di previsione 2014 (approvato ieri dal Consiglio camerale) il primo numero che salta agli occhi è quello del disavanzo.

Scrive Daniele Autieri su Repubblica cronaca di Roma:

(…) Chi pesa di più in termini di spesa sono Investimenti spa (la holding che controlla Fiera di Roma) e la Fiera stessa. La sua partecipazione costa alla Camera circa 20 milioni l’anno, per i pesanti mutui bancari. Ma non è tutto. In Camera di Commercio sopravvivonoaziende come Tecnoborsa, con un fatturato di 1,5 milioni di cui appena 100mila euro arrivano dal mercato. La quasi totalità (1,1 milioni) viene direttamente dal bilancio della Camera. Cambiando settore, mutano di poco gli scenari per Altaroma, società nata per promuovere la moda romana nel mondo, che oggi ha all’attivo solo due cicli di sfilate (a gennaio e a settembre), ma pesa sul bilancio di via de’ Burrò per circa 2 milioni di euro.

Incerto agli occhi di qualsiasi imprenditore è il senso di Promex, controllata dall’ente per sostenere il turismo. Purtroppo, la stessa Camera già controlla Promoroma (la cui mission è praticamente identica) ed è comproprietaria insieme ad Eur spa della cugina Roma Convention Bureau. La sopravvivenza di queste tre società costa all’istituto circa 5 milioni l’anno. Troppe aziende, troppi dirigenti, troppi cda, troppe linee strategiche ignare l’una dell’altra, ma soprattutto troppi soldi (…)

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