Camion bar a Roma, licenza che vale oro per un mestiere senza controlli fiscali

di Redazione Blitz
Pubblicato il 28 Luglio 2014 10:04 | Ultimo aggiornamento: 28 Luglio 2014 10:04
Camion bar a Roma, licenza che vale oro per un mestiere senza controlli fiscali

Un camion bar a Roma

ROMA – Un giro d’affari da 40 milioni di euro l’anno, tutto senza ricevute fiscali e con licenze bloccate da oltre vent’anni che si tramandano di padre in figlio. Un business gestito da poche famiglie che ha “conquistato” i monumenti di Roma una concessione alla volta e che ora smercia bibite e sorbetti all’ombra dei monumenti più ammirati e fotografati dai turisti, dal Colosseo a Fontana di Trevi.

E giovedì 24 luglio dall’Assemblea capitolina è arrivato l’ennesimo favore, con la delibera che ha sforbiciato di due terzi gli aumenti del canone per l’occupazione di suolo pubblico: ora i camion bar pagheranno appena 9 euro al giorno (anziché 30) per una licenza che sul mercato vale oro: quasi due milioni di euro, secondo un’inchiesta andata in onda qualche mese fa su Ballarò.

Scrive Lorenzo De Cicco sul Messaggero:

Le concessioni sono tutte in mano a un manipolo di famiglie. La più potente è quella dei Tredicine, che conta anche un membro in Consiglio comunale, Giordano, ex capogruppo Pdl e oggi vicepresidente dell’Assemblea. Solo nel centro storico la “dynasty” degli ambulanti occupa 42 dei 68 posti disponibili per i camioncini di bevande e panini: sono loro i banchi davanti al Colosseo, all’Ara Pacis, ma anche a San Pietro, Pantheon, Trinità dei Monti e Arco di Costantino. Un tesoro da 27 milioni di euro, considerando solo il valore di mercato dei posti. Di 40 milioni sarebbe invece il business totale degli ambulanti, secondo le stime di Confcommercio. Ma si tratta di numeri al ribasso, dato che nell’ultimo censimento delle bancarelle, realizzato dalla società del Comune Risorse per Roma, oltre la metà dei titolari – il 53% – si è rifiutato di comunicare i propri dati agli ispettori. La concessione di licenze poi è ferma al 1989, quindi si tramanda da padre in figlio oppure si vende tra privati, per cifre superiori al mezzo milione di euro. E non c’è obbligo di scontrino fiscale perché l’attività di commercio ambulante non lo prevede.

L’ultima indagine del Campidoglio dice che le concessioni rilasciate sia dal Comune sia dai Municipi, solo nella cosiddetta zona Unesco (ex I Municipio) è di 188 unità, comprendendo anche i venditori di souvenir. Bancarelle che ora in teoria dovrebbero essere smobilitate, dato che il decreto “Art Bonus”, in vigore da fine maggio, permette al Comune di revocare, con un semplice atto amministrativo, le concessioni ai banchi che «oscurano» la bellezza dei luoghi storici. Ai commercianti vengono lasciate due possibilità: possono accettare una collocazione alternativa oppure scatterà un risarcimento molto contenuto, non superiore a «un dodicesimo del canone annuo dovuto». Che tradotto significa al massimo 92 euro. Ma per ora dal Campidoglio non è stata approvata nessuna delibera attuativa. E gli affari d’oro continuano.