Camorra. La fiction ne fa un mito per giovani criminali assassini: calcio ultras e musica popolare ingredienti

di Redazione Blitz
Pubblicato il 6 agosto 2015 10:15 | Ultimo aggiornamento: 6 agosto 2015 10:38
Camorra. La fiction ne fa un mito per giovani criminali assassini: calcio ultra e musica popolare ingredienti

Foto d’archivio

NAPOLI – Le fiction sulla Camorra, la musica popolare, la cultura del tifo del calcio con l’impunità degli ultrà sono gli ingredienti alla base della nuova ondata di omicidi che Napoli registra. In un eccellente articolo di inchiesta, Gigi Di Fiore sul Mattino di Napoli traccia i contorni della nuova criminalità:

“Non è mafia, non sono organizzazioni criminali piramidali. Sono ventenni dalla pistola facile, con pochi pseudo-valori e cultura che si alimentano di fiction sulla camorra, di musica popolare, di tifo calcistico”. “Ammazzano per un no, come hanno fatto con il giovane meccanico Luigi Galletta“.
Gigi Di Fiore parla genericamente di fiction sulla camorra, ma appare trasparente il riferimento a Gomorra, che pretendendo di denunciare la camorra in realtà la mitizza, oltre a cospargere di letame criminale l’immagine di tutti gli italiani.
L’articolo punta l’obiettivo su
Forcella, il centro storico, la Sanità, i Quartieri spagnoli, [che] sono oggi sotto assalto di giovani leve criminali che cercano spazi. Quarta e quinta generazione rispetto a quei fratelli Giuliano di Forcella diventati tutti collaboratori di giustizia, ma anche rispetto a quel Peppe Misso della Sanità anche lui pentito. Gruppi flessibili e in continuo rimescolamento, in assenza di riferimenti di un clan camorristico stabile.
“Questo rende assai più difficili le indagini. Lo hanno scritto anche i magistrati Francesco Curcio, Maria Vittoria De Simone e Leonida Primicerio nella recente relazione della Procura nazionale antimafia: «Tali nuovi assetti incidono sull’azione di contrasto resa particolarmente difficile dalla imprevedibilità delle condotte non inquadrabili in schemi razionali o strategie comprensibili».
Prosegue Gigi Di Fiore:
“Confermano i magistrati della Procura nazionale antimafia: «La situazione di elevato pericolo per l’ordine pubblico è resa ancora più grave dai protagonisti di tali scenari, spesso nuove leve criminali (killer giovanissimi che si caratterizzano per la particolare ferocia che esprimono ed agiscono al di fuori di ogni regola, quadri dirigenti che fino a pochi anni fa non erano in prima linea) che scontano inevitabilmente una non ancora compiuta formazione strategica».
“Schegge impazzite, insomma, che agiscono d’impeto e senza obiettivi criminali pianificati. Ammazzano per un no, come hanno fatto con il giovane meccanico Luigi Galletta. L’allarme sui «contrasti criminali» nel cuore di Napoli ha ormai almeno un anno. Lo dimostrano le relazioni ufficiali, come l’ultima disponibile della Direzione investigativa antimafia, dove si legge: «Permane una forte instabilità nel rione Forcella, a causa di tensioni tra il clan Mazzarella ed un gruppo la cui matrice criminale discende dallo storico clan Giuliano, intenzionato ad assumere il controllo dello spaccio di stupefacenti e delle estorsioni anche nel confinante rione Maddalena»”.