Un canale di mare dentro Genova. Piano ridisegna la linea del Porto. Dellacasa, Corriere della Sera

di Redazione Blitz
Pubblicato il 6 Ottobre 2014 13:50 | Ultimo aggiornamento: 6 Ottobre 2014 13:50
Un canale di mare dentro Genova. Piano ridisegna la linea del Porto. Dellacasa, Corriere della Sera

Un canale di mare dentro Genova. Piano ridisegna la linea del Porto. Dellacasa, Corriere della Sera

ROMA – “Il mare dentro la città – scrive Erika Dellacasa sul Corriere della Sera –  è questo il nuovo progetto di Renzo Piano che ieri è stato presentato e benedetto dal sindaco di Genova, dal presidente della Regione e dell’Autorità portuale, un inusuale segnale di accordo nella Genova sempre divisa su tutto. Talmente divisa che il primo progetto di Piano, una decina di anni fa, per ridisegnare il waterfront e noto come Affresco è rimasto imprigionato e infine ucciso tra dissidi e veti”.

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A chi lo ricorda Piano sorridendo risponde «non mi sono mica offeso», tanto che oggi ritorna con una visione che ripensa tutta la linea di costa dal Porto Antico (la sua creatura con i Magazzini del Cotone e l’Acquario) all’area dei circoli nautici, alle Riparazioni navali fino alla Fiera del Mare e alla Foce, una passeggiata di 3 chilometri e mezzo. L’idea rivoluzionaria è il mare che entra nella città, in un canale che a Piano non piace chiamare così «perché sembra una cosa stretta, invece stiamo parlando di un nastro di mare largo dai 20 agli 80 metri». Attraversato da almeno tre ponti, di cui uno mobile.
«Invece di aggiungere — spiega l’architetto — noi per la più parte togliamo: per realizzare il canale bisogna scavare dove già c’era l’acqua e farla tornare. Scavare non è troppo costoso, lo so perché l’ho fatto a Oslo e ad Atene». Tre grandi isole (Calata Gadda, Riparazioni, Fiera) si creano in questa nuova linea di costa che si apre nel porto di Levante con la prima costruzione per la quale la gara — dice Luigi Merlo, capo del porto — sarà pronta a mesi: la nuova torre piloti. La torre, alta 72 metri, ricorda nella parte dell’osservatorio una leggera visiera bianca, nello spiegarlo Piano si porta la mano davanti agli occhi come una vedetta. «Inevitabilmente questo edificio — sottolinea — assumerà una valenza simbolica, per il carico di dolore che si accompagna alla vecchia torre». Il 7 maggio 2013 una nave dei Messina in manovra, la Jolly Nero, abbattè la torre, morirono nove persone.
Sempre a Levante è disegnato il nuovo quartiere della Fiera che prevede la demolizione dell’edificio Nira e del padiglione fieristico C, resterà quindi il padiglione Nouvel mentre l’edificio rotondo, il Palasport, dovrebbe essere allagato a metà e diventare «la darsena coperta più bella d’Europa». Questo sarà il punto di forza del nuovo polo della nautica (con un significativo aumento dei posti barca). Circa 48 mila metri cubi verranno demoliti, altrettanti sarà possibile costruire distribuiti lungo il waterfront .
Le Riparazioni Navali, trasformate in isola, saranno in grado di accettare grandi navi e reggere la concorrenza internazionale, i circoli storici, dallo Yacht Club al Rowling all’Elpis, vengono spostati e ricollocati in zona Fiera. «Lo Yacht Club manterrà anche la sua sede storica — dice Piano, socio del club e uomo di mare — e spero diventi un museo dello yachting o qualcosa di analogo». La sfida, per tutti, è mettere insieme il lavoro (le riparazioni navali e la costruzione del quarto bacino di carenaggio) e la vivibilità della città. L’autorità portuale è pronta a investire fra i 120 e i 140 milioni di euro per la prima parte di sua competenza (quarta vasca e riparazioni) che richiederà circa 5 anni di lavori, la seconda parte (la Fiera) deve trovare investitori privati incentivati dalla possibilità di costruire un mix di edilizia residenziale e commerciale «redditizia ma non speculativa» dice il sindaco Marco Doria. Mentre Piano esclude uno stadio, «sempre troppo vuoto o troppo pieno» e più adatto «alla periferia». I tempi? Una quindicina d’anni. Il nodo come sempre sono i finanziamenti.