Cannes, quel bacio che ha fatto infuriare l’Iran. Gianluca Veneziani, Libero

di Redazione Blitz
Pubblicato il 20 Maggio 2014 13:21 | Ultimo aggiornamento: 20 Maggio 2014 13:21
L'articolo di Libero con la foto del bacio

L’articolo di Libero con la foto del bacio

ROMA – L’attrice iraniana Leila Hatami ha sfiorato (per cortesia), mentre sfilava sulla croisette, la guancia di Gilles Jacob, il presidente del festival di Cannes. E in Iran è scoppiato il caso, come racconta Gianluca Veneziani di Libero:

Un innocente bacio le ha attirato l’ira di tutto l’Iran, portando la legge coranica della sharia anche nella kermesse, tutta lustrini e bellezze esibite, di Cannes.

La splendida attrice iraniana Leila Hatami, giurata al Festival di Cannes, ha infatti osato – si fa per dire – salutare con un bacio sulla guancia il presidente della manifestazione Gilles Jacob. Quel gesto di cortesia e quella forma di rispetto verso un uomo più anziano sono stati tuttavia bollati, nel suo Paese, come «atteggiamenti inappropriati», «non in linea con i valori religiosi» e promotori di«una cattiva immagine delle donne nel mondo». Secondo la legge islamica in vigore dopo la rivoluzione teocratica dell’ayatollah Khomeini nel 1979, la donna iraniana può avere contatti fisici (a maggior ragione, pubblicamente) solo con i suoi familiari. Per questo il viceministro della Cultura dell’Iran, Hossein Noushabadi, ha stigmatizzato il comportamento dell’attrice: «Il gesto della Hatami è un affronto alla castità delle donne iraniane». Addirittura.

Proprio due anni fa la Hatami era stata protagonista del film La separazione, del regista Asghar Faradhi, in cui venivano messi in mostra, con una buona dose di sarcasmo, alcuni atteggiamenti tabù nella rigorosissima società iraniana.

Una badante, ad esempio, telefonava all’ufficio preposto ai comportamenti conformi alla religione, per chiedere se potesse o meno cambiare i pantaloni all’ottantenne che lei assisteva e che si era appena orinato addosso.

Caso paradossale ma esemplificativo di quanto la mentalità religiosa influisca a Teheran e dintorni su comportamenti quotidiani. Alla fine quel film aveva vinto, proprio a Cannes, il premio come miglior film straniero. La fatwa lanciata nei confronti della Hatami è un precedente significativo, perché testimonia quanto la legge sulla laicità, prevista in Francia nei luoghi pubblici, valga per tutti tranne che per i musulmani.

I cristiani devono rinunciare a segnarsi con la croce. Ma le donne islamiche devono attenersi sempre ai principi della loro religione. E chissenefrega che il contesto non sia proprio sacro, anzi. E chissenfrega che lo Stato in questione, la Francia, sia appena lontano da La Mecca e Medina. L’episodio acquista ancora maggiore rilevanza se si considerano altre immagini viste a Cannes, in cui il tasso di erotismo è appena appena, per usare un eufemismo, più elevato del bacio della Hatami.

Nel film Welcome to New York di Abel Ferrara su Dominique Strauss-Kahn, ad esempio, vengono mostrate scene di orge, a testimonianza della sessuomania insaziabile dell’ex direttore generale del Fmi. Anche quel film, è vero, è stato censurato, ma per altre ragioni: non c’entra stavolta l’aspetto moralistico o religioso, quanto quello politico, dato che il film prende di mira uno degli uomini più potenti di Francia.