Capri, Michele Sansonne indagato per mazzette e favori

di Redazione Blitz
Pubblicato il 4 Dicembre 2015 10:59 | Ultimo aggiornamento: 4 Dicembre 2015 10:59
Capri, Michele Sansonne indagato per mazzette e favori

Capri, Michele Sansonne indagato per mazzette e favori

CAPRI – “Affettuosi interventi”, mazzette e presunti favori. Queste le accuse nei confronti di Michele Sansonne, ex comandante dei carabinieri della stazione di Capri. La Procura di Napoli ha aperto un’inchiesta nei confronti dell’ex comandante dei carabinieri per il reato di corruzione, sostenendo che Sansonne potrebbe contare su “una pluralità di influenti rapporti istituzionali” e che avrebbe esercitato un potere “ricattatorio”.

Il Mattino di Napoli scrive che i procuratori Celeste Carrano, Giuseppina Loreto e Henry John Woodcock nell’inchiesta a carico di Sansonne parlano di “affettuosi interventi”, intendendo favori che l’ex comandante avrebbe osservato nei confronti di persone influenti, ottenendo in cambio

“consistenti sconti per ristoranti, alberghi e ormeggi di barche a Capri che il sottufficiale annotava in una agendina che egli avrebbe definito, parlando con i colleghi, la sua «assicurazione sulla vita»”.

I pm hanno accusato Sansonne di corruzione e disposto per l’ex comandante un’ordinanza di sospensione per un anno, oltre ad aver richiesto la custodia in carcere, richiesta che è al vaglio del Tribunale del Riesame:

“I pm parlano di «estrema spregiudicatezza e arroganza costantemente dimostrate nell’esercizio delle funzioni e nel rapportarsi alle gerarchie e all’autorità giudiziaria» e affermano che «desta particolare allarme» la questione dell’agenda, che fu sequestrata al militare durante una perquisizione eseguita dai carabinieri del Noe, in cui si fa riferimento agli «interventi affettuosi in favore di soggetti, o meglio personalità con ruoli istituzionali per il loro soggiorno sull’isola di Capri».

«Dati sensibili che evidentemente ha annotato – dicono i pm – per avere memoria della cortesia fatta ed al momento opportuno avere una forma di ricambio».

I magistrati si soffermano poi sul presunto«potere contrattuale» esercitato da Sansonne e ricordano che, malgrado sia indagato per corruzione è stato «accontentato dalle sue gerarchie» e trasferito alla scuola Allievi Marescialli a Firenze «in puntuale accoglimento delle sue richieste». «Orbene, tale inusuale disponibilità da parte del Comando Generale – scrive la procura – non può non essere ragionevolmente collegata all’evidente potere contrattuale che Sansonne è in grado di esercitare nei confronti dei suoi superiori, vuoi per acclarati rapporti di vecchia data, vuoi in ragione di quelli che lui stesso definisce «affettuosi interventi» effettuati in loro favore nella veste di Comandante della stazione carabinieri Capri, isola ricca e costosa.

Affettuosità di un tempo che oggi, per la certosina pazienza con cui Sansonne ne ha annotato per anni contenuto e destinatario assumono, inevitabilmente, una finalità larvatamente ricattatoria della quale le modalità del trasferimento costituiscono prova».

I magistrati evidenziano il pericolo di inquinamento probatorio. Nella istanza vengono riportate anche testimonianze di alcuni carabinieri in servizio a Capri. I militari affermano in particolare che Sansonne sosteneva di «annotare cortesie a suo dire istituzionali» e di «aver fatto cortesie e favori ad alti ufficiali dei carabinieri, a magistrati, a sottosegretari alla Difesa, nella prospettiva di rendere palesi i favori nel caso in cui gli fosse capitato»”.