Cara Brittany, ho lo stesso cancro: non ti negare amore e speranza

di Redazione Blitz
Pubblicato il 13 ottobre 2014 10:53 | Ultimo aggiornamento: 13 ottobre 2014 10:53
Cara Brittany, ho lo stesso cancro: non ti negare amore e speranza

Cara Brittany, ho lo stesso cancro: non ti negare amore e speranza

ROMA – “La storia di Brittany Maynard, una donna californiana di soli 29 anni alla quale nel mese di gennaio è stato diagnosticato un tumore al cervello incurabile, ha commosso il mondo – scrive Giovanni Danza del Giornale -I medici le hanno detto che le restavano solo sei mesi di vita, da trascorrere tra atroci dolori. Per evitare questo strazio a lei e alla sua famiglia, ha deciso il giorno della sua fine: il prossimo primo novembre morirà in Oregon, dove è consentito il suicidio assistito. Il giorno prima, il 30 ottobre, festeggerà il compleanno di suo marito, Dan”.

Un lettore ammalato scrive alla ragazza che ha deciso la data della propria morte: “Nessuno può dirti quanto tempo ti rimane, spendilo con chi ti ama”

Cara Brittany

ho letto la tua intervista ovviamente mi ha colpito, mi ha toccato e commosso. Mi chiamo Giovanni e ti scrivo dall’Italia ed ho in comune con te una cosa: condivido con te quel cancro vigliacco feroce e infame che ti devasta la mente ed il corpo mentre osservi giorno dopo giorno come le terapie i farmaci e la malattia ti deformano e ti trasformano fino a quasi non riconoscerti. Quel cancro così spietato che potrebbe spazzarti via come una foglia nell’aria. Conosco la tua sofferenza, la tua angoscia e conosco la tua paura. Due anni fa in una giornata come tante un piccolo malore la corsa in ospedale e la diagnosi… la più cattiva, la più infausta: cancro al cervello, glioblastoma, un cancro che non lascia spazio alla speranza, pochi mesi di vita, un cancro cresciuto del 30% in un mese e mezzo ed un destino già scritto. Oggi sono qui a scriverti e scrivendo a te scrivo a tutti i miei fratelli e sorelle che condividono con me e con te la stessa malattia. Però mi spaventa pensare che la tua scelta che rispetto ma che non condivido possa essere presa d’esempio da quanti come te e me vivono su un filo sottile dove l’equilibrio fra la speranza e la disperazione è estremamente labile.

Quando mi diedero la diagnosi non provai nè angoscia ne rabbia ne disperazione tutte emozioni più che legittime dal punto di vista umano, ma venni investito da una grande pace, da una serenità mai provata prima che non era frutto né nel mio carattere né di un tentativo disperato di accettare quella sentenza, vedendo la mia vita crollare improvvisamente, né cercai un Dio a uso e consumo nella speranza che si ricordasse di me ascoltando la mia preghiera. Ero perfettamente consapevole della gravità del mio tumore e di come progetti ambizioni e speranze stessero diventando utopie. Eppure continuavo a non conoscere angoscia né timore e all’improvviso capii il Signore mi stava donando la guarigione ma non quella che tutti siamo portati a pensare e ad aspettarci come segno della sua esistenza guarendo la mia malattia ma mi stava donando qualcosa di molto più importante in cambio della mia fiducia in Lui, stava guarendo la mia anima facendomi sentire la sua presenza, la sua potenza, il suo spirito e tutto il suo amore prendendomi letteralmente in braccio, sollevando me, le mie umane paure e la mia croce con le sue braccia e con il suo amore. Il nostro corpo è un contenitore che ci accompagna durante questo viaggio ma che come tutti sappiamo è destinato con il tempo attraverso la malattia o anche solo attraverso il trascorrere degli anni a deteriorarsi e a logorarsi fino al giorno in cui dovremo lasciarlo qui, ma la nostra Anima no, la nostra Anima sopravvive in eterno e allora ho capito che anche un cancro anche una sofferenza può trasformarsi in una grazia e vita nuova se vissuta in Cristo e nella fede, aver toccato con mano la presenza del Signore nella mia vita è il dono più grande che il Signore potesse offrirmi e poco conta se questo passa e passerà attraverso la malattia, attraverso la sofferenza, attraverso la croce perché comunque andrà il cancro e il male avranno perso la loro battaglia e avrà vinto la vita e la fede. Cara Brittany lascia che sia Lui ad accompagnarti, non anticipare nulla non prendere tu il Suo posto… e troverai la pace che non hai ora, non avere paura non spaventarti accetta anche la sofferenza, ma in questa sofferenza non sarai mai sola ci sarà sempre il Signore a tenerti per mano e troverai una pace che ora non puoi conoscere, abbi fede in Lui, lascia che sia Lui ad occuparsi di te e a portarti in cielo, quando Lui deciderà, in quel Paradiso dal quale potrai continuare a pregare per le persone che ami, non fare ciò che non ti spetta lo so è difficile crederci e accettarlo ma chi ti parla conosce la tua sofferenza, conosce cosa vuol dire vivere con una data di scadenza impressa sulla nostra testa ma questo è per tutti non solo per noi. La ricerca ogni giorno fa passi da gigante ciò che ieri era utopia oggi è realtà e noi non possiamo saperlo, lascia che sia il Signore a scandire il tuo tempo non precluderti nulla meno che mai la speranza è se anche un giorno dovesse andare come dici tu lascia che chi ti ama possa ancora starti accanto accarezzarti e tenere la tua mano, loro non se ne accorgeranno ma sono certo che tu la sentirai e sentirai ancora quel soffio d’amore che potrai percepire solo tu: abbi fede e abbi cura della tua anima la sola cosa che sopravvive al nostro corpo la sola cosa che abbiamo di eterno e ricorda non c’è nessun medico che possa garantire o conoscere il tempo che a me o a te rimane. Non uccidere la speranza, non uccidere la fede, abbandonati al Signore.

Con affetto

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