“Caro Monti, hai i marò sulla coscienza”, Vittorio Feltri sul Giornale

di Redazione Blitz
Pubblicato il 13 gennaio 2014 9:52 | Ultimo aggiornamento: 13 gennaio 2014 9:52

maròROMA – “Caro Monti, li ha sulla coscienza”. I professori sono responsabili ma se ne lavano le mani. Ora si muove l’Ue ma non l’Italia. Questo il titolo dell’articolo a firma di Vittorio Feltri sul Giornale:

Il collega Riccardo Pellic­cetti sabato 11 gennaio ha commen­tato in modo impeccabi­le la storia dei marò seque­strati dagli indiani e che ora rischiano (sul serio) di esse­re condannati a morte. A me non rimane che aggiungere qualche considerazione sul­la conclamata stupidità del­le nostre istituzioni, buone a nulla ma capaci di compiere impunemente qualsiasi ne­fandezza.

Quando spararono ad al­cuni pirati (o pescatori: il lo­ro mestiere è un’opinione), i due militari non erano in crociera, ma in servizio, cioè comandati di protegge­re con le armi una nave italiana. La sparatoria non avvenne in acque indiane, bensì in­ternazionali, dove le autorità col tur­bante non avevano e non hanno alcu­na giurisdizione. Ciononostante, il co­mandante della nostra imbarcazione ubbidì a un ordine straniero illegitti­mo: attraccare in India e consegnare i cecchini alla polizia locale. E questa è la prima assurdità, che non ha mai avu­to una spiegazione logica. Amen.

I marò, manco a dirlo, furono imme­diatamente fermati e sottoposti a inda­gini. Lo scopo era chiaro: processarli e condannarli.Perché?L’India è un Pae­se come tutti gli altri: quando si tratta di andare a votare, i candidati cercano di dimostrare di essere dei duri e di meri­tare il voto dei bischeri che si recano al­le urne.

Il nostro ministero degli Esteri ne era consapevole, ma, non sapendo come gestire la grana, finse di fidarsi degli in­diani. I quali fecero appunto gli india­ni. Trattennero i militari e buona notte. Quando ormai tutto sembrava compro­messo, gli stessi indiani si resero conto di averla fatta grossa e concessero ai marò di rientrare in patria per le feste: licenze premio. Paradossale (…)