Carta dei diritti Internet: l’importanza della cultura digitale. Diana Letizia, Secolo XIX

di Redazione Blitz
Pubblicato il 29 Ottobre 2014 9:06 | Ultimo aggiornamento: 29 Ottobre 2014 9:06
Carta dei diritti Internet: l'importanza della cultura digitale. Diana Letizia, Secolo XIX

Carta dei diritti Internet: l’importanza della cultura digitale. Diana Letizia, Secolo XIX

ROMA – “Quello che non si è riuscito a fare negli ultimi due anni in Italia, volendo solo considerare l’istituzione nel marzo del 2012 dell’Agenda Digitale, ora, in parte, si prova a farlo tra 4 mesi – scrive Diana Letizia del Secolo XIX –  È il tempo concesso a tutti i cittadini per partecipare, da oggi, alla scrittura della Dichiarazione dei diritti di Internet“.

L’articolo completo:

Ed è proprio questa la sfida più difficile per la “Costituzione” voluta fortemente dalla Presidente della Camera, Laura Boldrini, quasi quanto riuscire a definire quali sono i diritti sul Web e per il Web: parlare a chi la Rete la frequenta come se fosse un bar. Ovvero la maggioranza degli utenti (non solo italiani) che naviga su Internet senza pensare mai a quello che è: un diritto universale, appunto.

Il 14 ottobre è stata pubblicata una bozza, che trovate allegata in questo articolo, nata dalla Commissione di studio presieduta da Stefano Rodotà, con 14 punti essenziali che vanno dal diritto all’oblio alla neutralità di Internet. E già questi sono dei termini che appartengono a un’élite di esperti. Come è giusto che sia, del resto: qualsiasi Costituzione è stata scritta da una cerchia ristretta. Ma poi è stata solo promulgata e non condivisa con “il mondo” per essere frutto di un percorso comune. Parliamo di tempi in cui, ovviamente, le piattaforme partecipative non si pensava nemmeno che un giorno potessero esserci.

Ma ora è diverso, e dire che ci si rivolge a «tutti i cittadini» non è corretto. Chiariamo un aspetto importante: i 14 “articoli” da cui partire, in linea di massima, sono condivisibili e frutto di un’interessante unione delle conoscenze del gruppo di estensori. E tra tutti c’è un punto che risalta rispetto agli altri. Il 13, in cui si parla di “Diritto all’educazione”: «Ogni persona ha diritto di acquisire le capacità necessarie per utilizzare Internet in modo consapevole e attivo. La dimensione culturale ed educativa di Internet costituisce infatti elemento essenziale per garantire l’effettività del diritto di accesso e della tutela delle persone».

Ecco: dovrebbe essere il primo punto da cui partire, se non addirittura la dichiarazione programmatica. La “cultura digitale ” deve iniziare dalle scuole, far parte del patrimonio dei più giovani non solo per esperienza diretta. Solo quando ciò avverrà la Costituzione della Rete diventerà davvero un documento nato dalla partecipazione collettiva.

In ogni caso, benvenuta “Magna Carta” della Rete: se non altro rappresenta un piccolo passo verso il futuro che, per una volta, inizia dall’Italia. E, ora, dateci un’occhiata: Camera.civi.ci.
n.d.r.

All’inizio questo articolo è uscito col titolo “…mettete la “cultura digitale” al 1° posto”. Poi l’ho cambiato. Deve essere una Carta dei diritti che nasce da tutti e nessuno, che si senta coinvolto, dovrebbe tirarsi indietro o non sentirsene parte, nel bene e nel male. Quindi ho corretto il titolo con un “…mettiamo la “cultura digitale” al 1° posto”.