Caso D’Addario, querelato l’ex capo della Procura di Bari Laudati

di Redazione Blitz
Pubblicato il 22 Maggio 2015 12:28 | Ultimo aggiornamento: 22 Maggio 2015 12:28
Patrizia D'Addario

Patrizia D’Addario

ROMA – “Fu l’allora procuratore di Bari, Antonio Laudati – scrivono Giuliano Foschini e Chiara Spagnolo di Repubblica – a dare la notizia al settimanale Panorama del complotto nell’affaire D’Addario ai danni di Silvio Berlusconi, complotto poi rivelatosi una bufala”.

Scrivono Giuliano Foschini e Chiara Spagnolo: E fu lo stesso procuratore, dopo una smentita formale, a rilanciare la notizia e a dare nuovi spunti per il numero successivo. Il dato emerge da una registrazione che gli stessi giornalisti di “Panorama” hanno depositato nell’appello del processo civile per diffamazione, intentato contro di loro da Patrizia D’Addario. Lo hanno fatto per dimostrare, dicono, la «bontà della fonte» dopo la condanna in primo grado. Un’azione che però inevitabilmente provocherà a stretto giro nuovi strascichi giudiziari e disciplinari in una storia che non sembra mai finire.
La notizia viene fuori proprio perché un primo ricasco c’è già stato. Dopo aver letto le trascrizioni delle conversazioni di Laudati con i giornalisti, la escort Patrizia D’Addario ha deciso di querelare il magistrato per calunnia. «Non una prostituta ma due colloqui con i giornalisti – è scritto nella querela presentata dall’avvocato Fabio Campese per conto della D’Addario – il procuratore avrebbe parlato dell’esistenza di un’indagine a Bari in cui si ipotizzava il reato di associazione a delinquere finalizzato alla distorsione di notizie giudiziarie per finalità di lotta politica». Parole che sarebbero impresse sui supporti informatici depositati negli uffici giudiziari milanesi e presto trasmessi alla Procura di Lecce, competente a giudicare i magistrati in servizio a Bari. Da chiarire il motivo per cui Laudati avrebbe costruito la teoria del complotto contro Berlusconi, atteso che tale eventualità non ha avuto poi alcun seguito giudiziario e che il processo escort, tuttora in corso a Bari, parte comunque dall’assunto che Patrizia D’Addario disse la verità quando raccontò delle prostitute portate nelle residenze del premier. Il procuratore avrebbe parlato anche di «indagini patrimoniali a carico della escort per rintracciare un milione di euro a lei riferibili» (…).