Caso De Girolamo, Maria Calandra: “Mi hanno allontanata senza un motivo”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 14 gennaio 2014 12:01 | Ultimo aggiornamento: 14 gennaio 2014 12:01
Caso De Girolamo, Maria Calandra: "Mi hanno allontanata senza un motivo"

Nunzia De Girolamo (LaPresse)

ROMA – La dottoressa Maria Calandra, ex responsabile del servizio di emergenza, ha parlato in esclusiva riguardo al caso De Girolamo a Conchita Sannino de La Repubblica:

Dottoressa Maria Calandra? È Repubblica…

«Ho capito, avete trovato anche me. Ma io non vorrei… Già tutta questa storia mi crea ansia e mi addolora. Non potete immaginare il clima cupo che respiriamo nella Asl, ormai. L’un contro l’altro armati. Impauriti. Sospettosi. Troppo ».

Scusi, lei è un chirurgo di 54 anni, per tredici anni è stata responsabile del servizio di Emergenza sanitaria territoriale sannita, è noto che abbia promosso un giudizio contro la Asl guidata da Rossi perché le avrebbero strappato tutte le mansioni…

«Purtroppo è così, e senza che nessuno mi abbia potuto contestare alcuna mancanza, nessun errore o danno».

E ora esplode il caso del direttorio. Non ha niente da dire?

«Ma io non capivo nulla. Diciamo che ho cominciato a capire qualcosa in questi giorni. Io non sapevo né dell’esistenza di questo presunto direttorio, né della eventuale capacità di questi partecipanti di incidere su questo e quel servizio. Io so soltanto che un giorno dell’ottobre del 2012, addirittura mentre ero in Africa con l’equipe dei chirurghi guidati dal professor Enrico Di Salvo, sono tornata e non avevo più il mio posto. Il manager non ha neanche aspettato che tornassi, per dirmelo prima».

Però lei lavorava ad un passodalle stanze dei dirigenti Arnaldo Falato, diventato un superteste negli atti della Procura, e di Pisapia, più noto ormai come l’intercettatore.

«Difatti. Ho visto che fin dal primo momento le azioni e le scelte del direttore generale Rossi hanno sicuramente puntato a smontare un gruppo, una squadra che lavorava bene, una dirigenza che in precedenza, con la guida del commissario Enrico Di Salvo, aveva raggiunto degli obiettivi. Dei casi specifici non posso parlare, io rispondo della mia posizione e lo faccio con dolore. Mai avrei immaginato di dover far causa alla mia Asl. Prima mi sentivo utile, organizzavo e cercavo di efficientare tutti i servizi dell’emergenza. E ora niente, sto inun bugigattolo di due metri » (…)