Rassegna Stampa

Cavalieri del Lavoro, Marzotto: mi autosospendo finché Berlusconi non sarà espulso

Cavalieri del Lavoro, Marzotto: mi autosospendo finché Berlusconi non sarà espulso

Pietro Marzotto (LaPresse)

ROMA – Pietro Marzotto non ha dubbi: “La Federazione Nazionale Cavalieri del Lavoro deve provvedere a espellere l’iscritto Silvio Berlusconi per indegnità”. L’ha messo nero su bianco in una garbata letterina inviata al presidente dell’associazione del Triveneto l’estate scorsa. “E visto che ad oggi non ho ancora ricevuto alcuna risposta formale, ho deciso di autosospendermi dal gruppo”.

L’intervista su Repubblica:

Non le sembra esagerato? Nell’immaginario tricolore, Berlusconi è il Cavaliere più Cavaliere d’Italia…

«Tutt’altro. Abbiamo uno Statuto e abbiamo un Codice etico in cui è scritto in modo molto chiaro che se vengono meno i requisiti o sopravven-gono fatti per cui una persona non avrebbe potuto diventare Cavaliere, si deve lasciare l’associazione. Punto».

Vale anche se il Cav. è Silvio Berlusconi, ex presidente del Consiglio e leader di Forza Italia?

«Sì. Lui è uno socio come gli altri. È stato condannato con una sentenza passata in giudicato per frode fiscale. Reato che, se avesse commesso prima, avrebbe impedito la nomina a Cavaliere. Le regole sono fatte per essere rispettate e se noi siamo i primi a far finta che non esistano…».

Come mai non sono stati presi provvedimenti?

«Non lo so. Risposte ufficiali non ne ho avute. A mezza bocca mi era stato detto che era intervenuto il Quirinale chiedendo di fare le cose con calma. Ma so che Napolitano ha smentito. E il presidente della Repubblica in ogni caso non ha niente a che vedere con una realtà privata come la nostra».

E lei come l’ha presa?

«Come avevo preannunciato, mi sono sospeso e non pago più le quote sociali» (…)

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