Rassegna Stampa

Cecile Kyenge e il giallo del portavoce. Libero: “Prende piede ipotesi gelosia”

"Ha vinto Mr. Kyenge"

“Ha vinto Mr. Kyenge”

ROMA – “Ha vinto Mr. Kyenge” scrive Libero. Perché? “Alla fine – scrive Amadori – tra il marito Domenico Grispino e il portavoce Cosimo Torlo, il ministro per l’Integrazione Cécile Kyenge ha scelto di gettare dalla torre il secondo”.

L’articolo su Libero:

Ieri l’agenzia britannica Reuters ha mandato in fibrillazione il mondo dell’informazione annunciando le dimissioni della stessa Kyenge per il 31 gennaio. Dopo un po’ di imbarazzo, lo stesso addetto stampa ha smentito: «La notizia è del tutto priva di fondamento. La Reuters ha sbagliato». Infatti a lasciare la poltrona sarà Torlo. Una notizia anticipata due settimane fa da Franco Bechis su questo giornale. Ma perché l’uomo-comunica – zione abbandona il ministero? Per alcuni la colpa è proprio di Libero, che il 6 dicembre scorso aveva pubblicato una lunga intervista a Grispino, il consorte della Kyenge, in cui il 59enne ingegnere modenese aveva messo nel mirino proprio il portavoce. Per Grispino il Pd utilizzerebbe governo e parlamento come uffici di collocamento per i suoi funzionari, e la prova sarebbe proprio Torlo: «Mia moglie è mal consigliata.

Il suo addetto stampa le è stato imposto dal partito. Era quello dell’ex ministro Cesare Damiano. Il Pd piazza in giro tutti quelli che non riesce a mantenere. Nei gabinetti dei ministeri girano sempre gli stessi nomi con tutti i governi. Mi può spiegare perché un ministro non si può fare la squadra attraverso un concorso pubblico?». Quindi aveva denunciato il brutto clima che ci sarebbe nell’entourage della Kyenge: «Sono tutti pronti a farti lo sgambetto. E in pochi hanno festeggiato quando è stata eletta». Ma secondo i ben informati la politica non basta a giustificare l’addio di Torlo. Che si spiegherebbe invece con l’umanissima categoria della gelosia, e con il tentativo del ministro di salvare il proprio matrimonio. Infatti Grispino, dopo lo sbarco della moglie nella Capitale, è rimasto nella natìa Modena ad accudire le figlie. E così, da aprile, a fianco della Kyenge ha passato molto più tempo Torlo. Che fisicamente e caratterialmente è assai diverso dal marito: l’ingegnere, ex cantante di un certo talento, oggi è un simpatico 60enne dall’occhio ceruleo e la silhouette un po’ arrotondata; il fu portavoce nelle immagini ufficiali mostra una certa fotogenia e una discreta somiglianza con il Jack Nicholson dei bei tempi.

Forse anche per questo physique du role, al contrario di Grispino, non sembra disdegnare obiettivi e telecamere: a settembre i fotografi lo immortalarono vicino vicino alla Kyenge e alle due figlie alla Mostra di Venezia, e nelle didascalie le agenzie lo indicarono addirittura come marito. L’ingegnere non gradì e con Libero si tolse il sassolino: «È vero, in laguna Cécile girava con il suo portavoce e le mie due figlie. Lui era sempre lì attaccato ed è entrato in tutte le foto. Lì ha sbagliato anche mia moglie, l’addetto stampa non deve stare sempre lì con lei». Il cronista domandò se parlasse da uomo «geloso», al che lui rispose: «Io? Si figuri. Ma quello adesso lo faccio mandare via».

Detto, fatto. Seppur con un mese e mezzo di ritardo. In realtà alcune ore dopo la pubblicazione dell’intervista di Libero il ministro fece diramare alle agenzie un comunicato (preparato da Torlo?) di glaciale presa di distanza dal marito: «Le dichiarazioni di Grispino Domenico sono di sua stretta responsabilità». Poi Kyenge, con Vanity Fair, aveva rincarato la dose: «Che vuole che dica: quello di mio marito è stato un colpo basso. Adesso si aprirà un momento di riflessione… Credo che alla fine Maisha, Giulia e io, quest’anno, passeremo un Natale diverso dal solito: andremo a servire il pranzo a una comunità che ospita senzatetto». Sembrava un addio a mezzo stampa, magari organizzato dal portavoce. Ma Grispino, nei giorni successivi, partì in contropiede. Attraverso Libero, dedicò alla moglie una serenata (« Ho la luna in questa stanza e non voglio vada via. Ho una voce in questa stanza, non vorrei fuggisse via») che fruttò una sorta di retromarcia della consorte. Certificata da un’altra intervista prenatalizia, questa volta con IoDonna: «Il programma della Caritas (il pasto con i senzatetto ndr) era precedente a questo putiferio. Io e le mie figlie ci andrem. Ma se vuole, può venirci anche Domenico…». Il 25 dicembre i due coniugi hanno parlato fitto fitto. Forse si sono chiariti. E alla fine a rimetterci le penne è stato il Torlo. 

To Top