Cgia: “90% del gettito da 10 tasse, ma ce ne fanno pagare 100”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 13 Ottobre 2013 10:16 | Ultimo aggiornamento: 13 Ottobre 2013 10:16
Cgia: "90% del gettito da 10 tasse, ma ce ne fanno pagare 100"

LA tabella pubblicata dalla Cgia di Mestre

MESTRE (VENEZIA) – Lo Stato potrebbe lavorare per ridurre se non il valore, almeno il numero di tasse. Lo spiega Antonio Spampinato in un articolo pubblicato su Libero. I dati sono della Cgia di Mestre.

Blitz Quotidiano riporta per intero l’articolo:

“Tartassati e vessati. Un improperio ormai diventato luogo comune. Eppure lo Stato potrebbe lavorare per ridurre pesantemente se non il valore, almeno il numero delle tasse. E già così i cittadini tirerebbero una bella boccata d’ossigeno. Dove non si può tagliare, la parola d’ordine dovrebbe essere “accorpare”. Quando i partiti decisero che era arrivato il momento di inglobare la scadenza dell’Ici, così allora si chiamava la tassa sugli immobili, con la denuncia dei redditi, ci si chiese per quale motivo non era stato fatto prima e non lo si faceva con altre imposte. Unificare le scadenze fiscali vorrebbe dire ammettere duplicazioni di uffici e arretratezza informatica della Pubblica amministrazione. Ed esubero di personale. Forse il motivo sta qui”.

“Lavorare però per una soluzione che sollevi le famiglie e le imprese dalle incombenze fiscali, troppo pesanti anche in termini di tempo perso, è fondamentale. Il perché lo si deduce facilmente daunostudio della Cgia diMestre: l’elenco delle tasse che gravano annualmente sugli italiani, scrive l’associazione degli artigiani, annovera un centinaio di voci. «Nonostante il nostro sistema tributario sia così frammentato, il gettito è invece molto concentrato: gli incassi assicurati dalle prime dieci imposte valgono quasi 413,3 miliardi di euro. A fronte di un ammontare complessivo di oltre 472 miliardi di euro di entrate tributarie, l’incidenza percentuale del gettito prodotto da queste prime dieci voci è pari all’87,5 per cento del totale»”.

“Le imposte che pesano maggiormente sulle tasche dei cittadini italiani, scrive ancora la Cgia, sono principalmente due: l’Irpef (imposta sui redditi delle persone fisiche) e l’Iva. La prima garantisce un gettito nelle casse dello Stato che sfiora i 164 miliardi di euro all’anno, la seconda poco più di 93 miliardi di euro. Messe assieme queste due imposte incidono per oltre il 54 per cento sul totale delle entrate tributarie. A gravare maggiormente sui bilanci delle aziende, invece, sono l’Irap (Imposta regionale sulle attività produttive), che assicura 33,2 miliardi di gettito all’anno, e l’Ires (Imposta sul reddito delle società), che consente all’erario di incassare 32,9 miliardi di euro”.

“«Quest’anno – sottolinea Giuseppe Bortolussi segretario della Cgia – ciascun italiano pagherà mediamente 11.800 euro di imposte, tasse e contributi previdenziali. E in questo conto sono compresi tutti i cittadini, anche i bambini e gli ultra centenari. Tuttavia, il dato disarmante è che gli italiani non usufruiscono di servizi adeguati. Molto spesso, nel momento del bisogno, il cittadino è costretto a rivolgersi al privato, anzichè utilizzare il servizio pubblico ». Il che vuol dire che «spesso siamo costretti a pagare due volte lo stesso servizio. Gli esempi che si possono fare – continua Bortolussi – sono moltissimi: succede se dobbiamo inviare un pacco, se abbiamo bisogno di un esame medico o di una visita specialistica, di spostarci, ma anche nel momento in cui vogliamo che la giustizia faccia il suo corso in tempi ragionevoli con quelli richiesti da una società moderna»”.