Chapel Hill, comunità musulmana convinta del movente razziale

di Redazione Blitz
Pubblicato il 16 febbraio 2015 15:21 | Ultimo aggiornamento: 16 febbraio 2015 15:22
Chapel Hill, comunità musulmana convinta del movente razziale

I tre ragazzi uccisi a Chapel Hill

ROMA – I media accusati di ignorare la morte dei tre studenti musulmani di Chapel Hill, in North Carolina. Il premier turco Erdogan che attacca Obama: “Eloquente il suo silenzio su un fatto simile”. A poco serve che nel frattempo Obama annunci l’inchiesta dell’Fbi aggiungendo che “nessuno negli Usa può essere colpito per chi è, per come appare o per chi prega”. Sulla distanza crescente tra Ankara e Washington si abbatte l’indignazione religiosa montata in Rete nonostante nella realtà l’assassino sia agli arresti e il caso abbia invece avvicinato la comunità locale ai parenti delle vittime.

Come riporta Francesca Paci su La Stampa,

“se il killer fosse stato islamico e i morti no, il crimine sarebbe stato definito terrorismo o odio razziale” recita uno dei messaggi più rilanciati su Twitter. È un tam-tam: l’automatismo di una generazione cresciuta dopo l’11 settembre 2001 portando ingiustamente sulle spalle il peso di appartenere alla medesima “umma” di Osama bin Laden. Il risultato è un vittimismo latente che riemerge ciclicamente sotto la spinta della cronaca.

Quanti pregano con il Corano in mano senza alcuna vocazione alla jihad hanno i nervi scoperti per l’ultima ennesima strage commessa nel nome del loro stesso Dio nella redazione della rivista satirica «Charlie Hebdo». Si sono dissociati, hanno spiegato che l’islam non c’entra, hanno omaggiato il poliziotto musulmano freddato dai fratelli Kouachi con lo slogan JeSuisAhmed (un modo per condannare il sangue senza iscriversi al partito JeSuisCharlie legittimando un po’ le vignette sul Profeta). Ma in fondo hanno pensato “ci risiamo” e hanno fatto quadrato.

“Non metto in discussione l’unicità della Shoah, ma c’è bisogno di un Olocausto musulmano perché si parli anche della crescente minaccia anti-islamica?” domandava provocatorio un giovane egiziano di fronte ai numerosi Capi di Stato accorsi ad affiancare il presidente francese Hollande nel corteo contro il terrorismo dell’11 gennaio scorso. Si riferiva agli attacchi alle moschee seguiti alla carneficina di Charlie Hebdo. La stura a un lungamente covato razzismo?  (…)