Charlie Hebdo, Edward Luttwak: “Cosa può accadere in Italia”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 12 Gennaio 2015 12:33 | Ultimo aggiornamento: 12 Gennaio 2015 12:33
è un economista, politologo e saggista romeno naturalizzato statunitense, conosciuto per le sue pubblicazioni sulla strategia militare e politica estera

Edward Luttwak (foto LaPresse)

ROMA – La strage di Charlie Hebdo ha sconvolto la Francia e soprattutto l’Occidente. Il nemico islamico arriva con una C3 spara e fugge via perdendosi nelle campagne. E così dopo lo sgomento è il momento di pensare a come difendersi dagli attacchi e dalla violenza inaudita con cui si uccide nel nome di Allah. Nella black list dei terroristi islamici insieme a “Charb”, il direttore di Charlie trucidato lo scorso 7 gennaio c’è anche Edward Luttwak, economista, politologo e saggista romeno naturalizzato statunitense, conosciuto per le sue pubblicazioni sulla strategia militare e politica estera, che in un’intervista ad Italia Oggi parla dell’attentato di Parigi e prova a dire la sua su come difendersi dagli attacchi.

“Bisogna abbattere il trionfalismo islamico ovunque. Quello praticato da persone, ragazze magari, che vanno con il hijab indosso per dimostrare la loro partecipazione a questa forma estrema di islamismo. Magari parlano perfettamente l’italiano, sono carine e gentili, dicono «non siamo affatto sottomesse», ma poi difendono Hamas, con la sua costituzione genocida”.

Poi Luttwak dà un consiglio.

“È inutile perdersi in chiacchiere con gente come Tariq Ramadani, dovete sfrondare, dovete smettere di legittimarli o vi ritroverete quattro pazzoidi col kalashinikov in pugno, come questi di Parigi, che magari fino a ieri avevano fatto il ragioniere, l’architetto, il medico. Si può sfrondare smettendo per esempio di parlare per acronimi: basta dire Isis. Cominciate a chiamarlo Stato islamico. E a cessare di trattare la religione musulmano come le altre. Capisco, che sia troppo spinoso, ma dovete ammettere che l’unico scopo di quel credo è sottomettere gli altri. Ci sono già editori e giornalisti che, in Europa, hanno deciso di non occuparsi di questi cose e stare alla larga da queste vicende. La sottomissione comincia così. L’unico dialogo è questo: ‘Riformatevi e diventate un altro tipo di religione’. Non possono venire a dirci che non stanno con Isis perché sono brutti e cattivi, in quanto tagliatori di teste, e schierarsi con Hamas che, all’articolo 7 della propria Costituzione, prevede l’uccisione di tutti gli ebrei. Il giornalista, l’intellettuale e chiunque altro appoggi Hamas non merita di stare nella società civile, in quanto sostiene un’intenzione genocida proclamata”.

Infine Luttwak mette in guardia da quelle etichette tanto care a sinistra che parlano di “Islam moderato”.

“Essere meno ipocrita. Francois Hollande lo è quando avalla l’idea di un Islam moderato. È una falsa moderazione: l’imam che non perde un congresso sul dialogo interreligioso, lo trovi poi su YouTube con le prediche in arabo con cui chiama tutti alla jihad, alla guerra santa. I politici europei smettano di essere ipocriti perché, così facendo, indeboliscono milioni di post-islamici del Vecchio Continente. Ovvero quegli immigrati, oggi spesso cittadini francesi, tedeschi, belgi, olandesi, che hanno voltato le spalle alla religione musulmana perché hanno capito che è irreformabile. Sono quelli che lasciano andare le loro moglie vestite all’occidentale, che non menano le loro figlie perché si scoprono le braccia. Vivono in Europa e oggi sono in imbarazzo a causa dell’ipocrisia di tanti vostri primi ministri”.