“Chi ha ucciso Letta nipote?”, Fabrizio D’Esposito sul Fatto Quotidiano

di Redazione Blitz
Pubblicato il 27 febbraio 2014 12:39 | Ultimo aggiornamento: 27 febbraio 2014 12:40
"Chi ha ucciso Letta nipote?", Fabrizio D'Esposito sul Fatto Quotidiano

“Chi ha ucciso Letta nipote?”, Fabrizio D’Esposito sul Fatto Quotidiano (foto dal Fatto)

ROMA – “Chi ha ucciso Letta nipote?”, questo il titolo dell’articolo a firma di Fabrizio D’Esposito sul Fatto Quotidiano del 27 febbraio:

Il mostro di Firenze e il Nipote assassinato. La produzione giallistica del Partito democratico è incessante, copiosa. Dalla carica dei famigerati 101 anti-Prodi alla pugnalate politiche per ammazzare il fu premier Enrico Letta. L’indagine parte dall’immagine regina di martedì scorso: il Nipote entra nell’aula di Montecitorio, non guarda mai il suo successore (in pratica, bissa il gelo della campanella a Palazzo Chigi) e va dritto ad abbracciare Bersani. Ovazione. E schiaffo a Renzi. Il nuovo mostro di Firenze, appunto. Il quale, però, la sera a Ballarò non si trattiene: “Io sono molto triste per come è stata riportata la vicenda del cambio della guardia a Palazzo Chigi: io so com’è andata e non solo io. Ma il tempo è galantuomo”. Traduzione: sul pugnale non ci sono solo le mie impronte digitali. Anzi. La soluzione riecheggia l’epilogo di Assassinio sull’Orient Express, di christiana memoria (…)

La sera del 12, tra Montecitorio e il Nazareno, sede democrat, la preparazione dell’assassinio sul Letta Express non subisce scossoni di rilievo. In Transatlantico un notabile centrista del Pd si diverte a contare i “Giuda” che stanno tradendo Letta. È questo il termine che usa: “Giuda”. Il primo della lista è Dario Franceschini. Seguono nell’ordine: i giovani turchi (ex dalemiani) Matteo Orfini e Andrea Orlando, il capogruppo bersaniano alla Camera Roberto Speranza, persino Gianni Cuperlo e i cuperliani. Un’altra fonte autorevole distingue: “I veri traditori sono stati i mediatori, cioè chi trattava tra Enrico e Matteo”. Ricorrono due nomi già citati: Franceschini e Speranza.

Tutto il partito, tranne civatiani e lettiani, vuole inchiodare Renzi all’atto estremo: fargli prendere Palazzo Chigi. È l’unico modo per tentare di arrivare a fine legislatura e di rallentare la corsa dell’Italicum sottoscritto con Berlusconi. Fino alla settimana prima Renzi e i suoi fedelissimi negavano l’ipotesi della staffetta, ritenuta un “trappolone”. Per la serie: enricostaisereno. La situazione precipita nel weekend e così lunedì 10 il sindaco va a cena al Quirinale e martedì 11 annuncia che la direzione convocata per il 20 febbraio è anticipata al

13. I numeri sono dalla sua parte, per effetto dell’accordo con le maggiori correnti del partito. Solo in 16 votano contro. Ben 136 i favorevoli alla staffetta. La prova? La composizione del governo. Tutti toccano palla, compresi i bersaniani che vanno all’Agricoltura con il lombardo Martina. Venerdì 14 è l’amaro San Valentino di Letta, che usa il plurale per sfogarsi: “Sono dei farisei”. Non solo Renzi. Il letticidio è compiuto e l’immagine di martedì scorso va vista per intero. Dopo l’a b-braccio con Bersani, il Nipote va a sedersi altrove, lontano dal plaudente gruppo del Pd. E se D’Alema andrà in Europa da commissario il cerchio più che stringersi si chiuderà. Il mostro di Firenze ha tanti compagni di merende.