Chiara Rizzo, lady Matacena vuole andare a messa tutti i giorni

di Redazione Blitz
Pubblicato il 8 settembre 2014 12:02 | Ultimo aggiornamento: 8 settembre 2014 12:02
Chiara Rizzo, da Montecarlo ai domiciliari a Messina (foto Oggi)

Chiara Rizzo, da Montecarlo ai domiciliari a Messina (foto Oggi)

ROMA – “Altro che yacht a Montecarlo e gite in Ferrari – scrive Fabrizio Caccia del Corriere della Sera – Chiara Rizzo Matacena ha passato l’estate a nascondersi dai paparazzi, a decine in agguato intorno alla villa della cugina Daniela, sulla collina di Castanea delle Furie, dove lei si trovava agli arresti domiciliari”.

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Una villa con piscina, ma Lady Champagne non si è fatta neppure un tuffo, nemmeno un bagno di sole, giura, per evitare di finire — come prima avveniva — su tutte le copertine delle riviste di gossip. Decisamente, la biondissima Chiara — ormai detenuta da 4 mesi — sembra aver cambiato vita e col suo amico avvocato, Bonaventura Candido, oggi stesso manderà questa lettera al Papa: «Santo Padre, mi aiuti Lei…». Lettera di protesta, dopo che il gip di Reggio Calabria, Olga Tarzia, le ha negato l’unica ora d’aria che chiedeva, il permesso cioè di potersi recare ogni mattina alle 8 ad ascoltare la messa dei preti congolesi, padre George e padre Edoardo, nella chiesa di Santa Maria del Carmine, centro di Messina, a 500 metri da casa sua, o meglio la casa di sua madre Giulia, dove da 20 giorni Chiara Rizzo si è trasferita — sempre ai domiciliari — dopo aver lasciato la villa della cugina.
«Il mio percorso di fede è iniziato a maggio nel carcere reggino di Arghillà — racconta Lady Champagne, attraverso le parole del suo amico legale —. Prima ero una semplice credente, ma in prigione sono cambiata e lo spiegherò ai tanti, tantissimi, che mi hanno scritto in questi mesi. Lettere di ammiratori, amici, gente che mi ha proposto perfino di fare cinema, televisione, di scrivere un libro. Pian piano risponderò a tutti, lo prometto. Ma la mia unica, semplice verità è che in cella mi sono ancor più avvicinata a Dio. In carcere ogni mattina andavo a messa, perciò non capisco ora tutte queste difficoltà. Chiedevo solo un’oretta di libertà…».
Una richiesta «in contrasto con le esigenze cautelari», ha sentenziato invece il gip, che le ha negato pure di andare (senza carabinieri) nello studio del suo avvocato a studiare le carte. Preoccupato, il giudice, che l’affascinante signora Matacena possa sfruttare anche queste all’apparenza innocue occasioni per tornare a tessere la sua fitta rete di relazioni e amicizie influenti, come fece già con l’ex ministro Claudio Scajola e l’imprenditore Francesco Bellavista Caltagirone. «Decisione però ingiusta — commenta il suo legale —. Ricordo che il diritto di culto è sancito dalla nostra Costituzione e solo eccezionalmente può essere compresso o negato. Ma questo di Chiara non mi sembra il caso. L’inchiesta è chiusa, il 22 ottobre comincerà il processo a Reggio Calabria, non vedo quali prove lei potrebbe inquinare…».
Chiara Rizzo è accusata di aver aiutato il marito, l’ex parlamentare di Forza Italia Amedeo Matacena jr, a sottrarsi alla giustizia italiana (con l’interessamento dello stesso Scajola) e di aver tentato di schermare l’ingente patrimonio di famiglia (oltre 50 milioni di euro) per sfuggire a confische e sequestri. «Ma il patrimonio è interamente sequestrato — obietta l’avvocato Bonaventura Candido — e il marito (condannato in via definitiva per concorso esterno in associazione mafiosa, ndr ) si trova oggi a Dubai da libero cittadino, avendo gli Emirati Arabi rigettato la richiesta italiana d’estradizione…». Anzi, si corregge il legale, «l’ex marito, perché il 29 ottobre, a Montecarlo, si terrà l’udienza per il divorzio tra i due». Chiara Rizzo ex Matacena, dunque, sembra decisa ad andare per la sua strada: «Lo champagne non mi è mai piaciuto in verità e in questi mesi ho imparato ad apprezzare tante piccole cose, dal corso di chitarra a quello di cucito. Insieme alle altre detenute ho fabbricato bandierine tricolori per i bambini di Reggio e Messina. Già, i bambini. Adesso mi mancano soprattutto i miei figli, Athos e Francesca. Non vedo l’ora di tornare da loro». A Montecarlo? «Sì, Chiara tornerà a Montecarlo», scommette il legale.