Cina, il tesoro segreto del Generale Gu Junshan

di Redazione Blitz
Pubblicato il 17 gennaio 2014 11:02 | Ultimo aggiornamento: 17 gennaio 2014 11:03

Cina, il tesoro segreto del Generale Gu JunshanPECHINO – Per portare via i beni sequestrati al generale Gu Junshan sono serviti due giorni e due notti di lavoro di una squadra di 20 poliziotti e quattro camion.

Il bottino dell’ufficiale corrotto comprendeva una statua di Mao in oro puro, lavandini d’oro, un modellino di nave in oro, lingotti, casse di liquore pregiato, un’intera cantina lunga trenta metri di bottiglie costose.

Racconta Guido Santevecchi sul Corriere della Sera:

(…) Dove trovava tanti soldi il comandante? Le forze armate cinesi sono un gigantesco potentato economico, che controlla gruppi industriali e terra. Di tanto in tanto serve dismettere qualche appezzamento e Gu si prendeva una commissione personale per l’affare: il 6 per cento. Stessa percentuale sull’edificazione di caserme. Ma Gu sapeva anche guardarsi le spalle, facendosi voler bene da colleghi e superiori. A Pechino, dove lo aveva chiamato il suo incarico di prestigio, possedeva un’altra dozzina di appartamenti, da almeno 600 metri quadrati l’uno, pronti per essere regalati in caso di necessità.

L’inchiesta su questo Generale Goldfinger con la passione per l’oro era cominciata a gennaio del 2012. Lo avevano messo sotto inchiesta per «problemi economici», formula reticente che sta per corruzione. Il mese seguente il nome di Gu era stato cancellato dal sito web della Difesa. Poi il silenzio, perché in Cina l’Esercito di liberazione popolare è sacro dopo l’epopea della rivoluzione e criticarlo non è salutare (…)