Rassegna Stampa

“Cocaina, star e calciatori: l’impero dei boss”, Federica Angeli su Repubblica

"Cocaina, star e calciatori: l'impero dei boss", Federica Angeli su Repubblica

Giuseppe Giannini (LaPresse)

ROMA – Trecento società schermate dietro cui i Righi, nel tempo, hanno nascosto i loro 23 locali a Roma. Trecento società diverse che i carabinieri del nucleo investigativo di via In Selci hanno dovuto rincorrere per smascherare l’impero della “holding della pizza”, i cui introiti uscivano ed entravano sui conti del clan camorrista dei Contini.

 

Scrive Federica Angeli su Repubblica:

(…) Il 10 maggio del 2009 nella casa romana di Giuseppe Giannini, allenatore del Gallipoli, i Righi organizzano una riunione segreta in cui si decide di comprare l’ultima partita di campionato (Gallipoli- Real Marcianise). Una gara fondamentale per la promozione della squadra salentina in serie B. Giannini e Righi decisero di pagare 50mila euro Michele Murolo e Massimo Russo, due calciatori del Real Marcianise. Tutto fu messo un piedi in cinque giorni. «Se i dirigenti del Gallipoli — dice al telefono Righi — rifiutano di pagarli, paghiamo io e Giannini, ci siamo capiti?». E il 17 maggio 2009 il Gallipoli vinse per 3 a 2

Così mentre a Napoli la famiglia di imprenditori Righi decideva le sorti sportive della sua squadra e impartiva ordini per rilevare sempre più attività commerciali, a Roma continuava ad aprire locali e pizzerie nel centro storico. Un lavoro all’apparenza pulito che si è avvalso di una matrioska di società, una infilata nell’altra che venivano aperte anche all’estero. Un pentito ha dichiarato che, nel 2009 è stato invitato ad andare a New York per consegnare a un commercialista la documentazione per fare un cambio societario. Stesso meccanismo, attuato per altre 299 volte, ha spostato la sede societaria dei locali romani della camorra in Belgio, Spagna, all’Est, per poi ripassare per la capitale e tornare a Napoli.

Un collaboratore di giustizia, fondamentale in questa inchiesta per ricostruire gli affari della camorra, ha raccontato anche di “debolezze” del boss Edoardo Contini, spietato nelle sue punizioni, ma tenero con la sua amante, l’attrice Francesca Dellera. «Era l’anno dei Mondiali, il ‘90 — dice il collaboratore ai pm — eravamo detenuti insieme in carcere; Edoardo mi confidò di avere avuto una relazione erotica con la nota attrice Francesca Dellera e mi disse che lui gli aveva procurato anche della cocaina che consumavano insieme. Fu proprio Salvatore (mi sembra) Righi a presentare a Edoardo la ».

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