Commercio extra-Ue in caduta. Luca Orlando, Il Sole 24 Ore

di Redazione Blitz
Pubblicato il 25 settembre 2014 12:34 | Ultimo aggiornamento: 25 settembre 2014 12:34
Commercio extra-Ue in caduta. Luca Orlando, Il Sole 24 Ore

Commercio extra-Ue in caduta. Luca Orlando, Il Sole 24 Ore

ROMA – “All’appello nel 2014 – scrive Luca Orlando del Sole 24 Ore – mancano già due miliardi e mezzo, di questi tempi una voragine. Il dato di agosto, un calo tendenziale del 4,1%, non fa che peggiorare il già poco brillante bilancio 2014 dell’export nazionale verso i paesi extra-europei.
Un quadro negativo sotto ogni punto di vista: in termini temporali si tratta del sesto segno meno mensile consecutivo, dal punto di vista geografico le aree di difficoltà sono ampiamente maggioritarie”.

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A cominciare dalla Russia, protagonista di una frenata largamente attesa alla luce della crisi Ucraina e dell’avvio di una serie di sanzioni incrociate, forse non prevedibile però nell’entità, con un tracollo mensile del 16,3% che vale nel solo mese di agosto 132 milioni di commesse in meno per le nostre aziende. Bilancio che lievita a 669 milioni dall’inizio dell’anno e che ragionevolmente non potrà che peggiorare nei prossimi mesi. Non solo per lo stop imposto da Mosca ad alcuni prodotti dell’agroalimentare ma anche per l’effetto delle sanzioni Ue che limitano l’export verso la Russia di alcuni beni e servizi del settore energetico e dell’area vasta del dual use, dove gli utilizzi possibili sono sia civili che militari. Shock assorbibile se si trattasse di un caso isolato ma scorrendo i dati dell’Istat si scopre purtroppo che il quadro è esattamente opposto, con poche aree di crescita e una vasta maggioranza di segni meno. Giù del 20% l’Africa settentrionale, male anche la Cina, che pure è sempre stata in crescita nel 2014, malissimo il Giappone, con acquisti di Made in Italy crollati nel mese del 14,7% e di oltre dieci punti dall’inizio dell’anno (pesa su Tokyo il balzo dell’Iva), ancora peggio l’area dell’America Latina, arretrata del 26,4%.

Qualche “attenuante” per una performance extra-Ue così negativa in realtà esiste, a cominciare dall’export verso la Svizzera, abbattuto nel 2014 di 1,5 miliardi di euro nella sola categoria dei metalli preziosi, più che dimezzati nei volumi in uscita dall’Italia e diretti a Berna. “Alleggerito” dell’oro il quadro diventa così forse un po’ meno fosco, anche se la sostanza non cambia. Nel 2011 i mercati più remoti garantivano alle nostre imprese una crescita di vendite del 14,9% a cui si aggiungeva il robusto balzo di quasi dieci punti dell’anno successivo. Un progresso già quasi azzerato nel 2013 e che si trasforma in un arretramento progressivamente più pesante, un segno meno ormai visibile da tre trimestri consecutivi.
Tra le poche note liete vanno segnalate la ripresa della Turchia ma soprattutto la continua avanzata degli Stati Uniti, maggiore mercato extra-Ue per le nostre merci e principale carburante dell’attivo commerciale nazionale. Washington, con acquisti 2014 in crescita del 9%, da sola porta in dote oltre 11 miliardi di euro di surplus.
Calo dei listini e diminuzione dei consumi provocano l’ennesimo “impazzimento” delle statistiche legate all’energia, dove ancora una volta si registra un calo a doppia cifra per i valori importati, elemento che porta ampiamente in rosso l’intero bilancio dell’import nazionale, giù del 14,1%.
È questo in fondo uno dei pochi aspetti consolanti, la crescita dell’avanzo commerciale che si avvicina a quota 15 miliardi, 3,7 in più rispetto al 2013.