Rassegna Stampa

Contratto dei poliziotti, appello dei sindacati contro il blocco

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Contratto dei poliziotti, appello dei sindacati contro il blocco

ROMA – “Dopo quasi 10 anni di blocco contrattuale voluto dall’ultimo governo Berlusconi i poliziotti e gli operatori delle forze dell’ordine italiani meritano qualcosa di più”. A scriverlo è Daniele Tissone, Segretario generale del sindacato di polizia Silp Cgil, su l’Huffington Post.

Vogliamo dirlo forte e chiaro a chi oggi, a Palazzo Chigi, punta a chiudere la trattativa in pochi giorni, dopo mesi di stallo, per portare a casa un “risultato” da utilizzare nella campagna elettorale già avviata. Anche il sindacato vuol chiudere presto questa trattativa, ma senza essere messi alle strette.

A oggi la proposta governativa è quella di un aumento lordo medio mensile di poco più di 100 euro a cui occorre aggiungere gli incrementi parametrali frutto dell’ultima riforma interna dei ruoli e delle qualifiche, in attuazione della legge Madia. C’è però da chiarire la questione del bonus 80 euro percepito per 2 anni dalle lavoratrici e dai lavoratori in divisa. Un bonus che già da 2 mesi non è più presente nelle buste paga dei poliziotti e che rischia di annullare i “benefici” degli aumenti contrattuali.

La proposta che il Silp Cgil porta avanti da tempo è che per tutti, a partire dall’agente, gli aumenti non possano essere inferiori complessivamente, parametri compresi, a 100 euro netti. Altrimenti rischiamo di prenderci in giro.

L’altra partita importante è quella degli arretrati: il contratto in discussione è relativo al triennio 2016-2018. Dopo aver perso 8 anni di mancati adeguamenti stipendiali, nessuno può pensare ad altri colpi di spugna.

Infine, ma non meno importante, il nodo delle cosiddette “accessorie” cioè degli straordinari, dei festivi, dei notturni e delle indennità legate in maniera precipua all’attività operativa di polizia. Il noto emendamento alla legge di bilancio dell’on. Fiano, che stanzia 150 milioni per gli straordinari (50 per il 2018), è un giusto passo nella direzione da noi auspicata, ma rischia di non essere sufficiente (…)

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