Corda (M5s) commemora kamikaze di Nassirya. Libero: “Allora diamo a Riina Nobel per la pace”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 13 Novembre 2013 10:19 | Ultimo aggiornamento: 13 Novembre 2013 10:21
Emanuela Corda "commemora" il kamikaze du Nassirya

Emanuela Corda “commemora” il kamikaze du Nassirya

ROMA – Tutto inizia con questa dichiarazione di Emanuela Corda, deputata M5s  nel giorno del ricordo della strage di Nassirya: “Nessuno ricorda il giovane marocchino che si suicidò per compiere quella strage…”. Corda poi aggiunge: ” A volte ricordiamo anche i 9 iracheni che lavoravano nella base italiana, ma non troppo spesso. Nessuno ricorda però il giovane marocchino che si suicidò per portare a compimento quella strage: quando si parla di lui, se ne parla solo come di un assassino, e non anche come di una vittima, perché anch’egli fu vittima oltre che carnefice”. Naturalmente, da ieri (12 novembre) è un diluvio di polemiche. Su Libero oggi risponde Mario Giordano:

La sapete l’ultima dei grillini? Nel giorno del ricordo di Nassirya decidono di commemorare il kamikaze. Avete capito bene:proprio il kamikaze. Che è un po’ come se nel giorno della Shoah qualcuno dicesse che non bisogna dimenticare Goebbels. O come se il giorno in cui si ricordano le vittime del razzismo, qualcuno spendesse una parola per omaggiare quei poveri ragazzi del Ku Klux Klan. Ci sarebbe quasi da sorridere se l’assurda barzelletta a Cinque Stelle non si andasse a innestare, questa volta, su una delle pagine più tragiche della recente storia italiana. Poveri soldati, che sono morti per difendere questo Paese: chi glielo dice che il Paese ora è rappresentato da quelli che stanno con i kamikaze? È come se da quell’aula del Parlamento fosse uscita un’altra bomba. Per ucciderli di nuovo.

La bomba l’ha tirata tal Emanuela Corda detta Manù, sarda di 29 anni, libera professionista dedita alla comunicazione (e meno male), che fa parte della commissione Difesa. In effetti: adesso che sappiamo come la pensa con i kamikaze ci sentiamo assai difesi, direi quasi protetti. Solo per sapere: non è che ha per caso l’onorevole Corda già invitato qualcuno della jhiad ad esibirsi a Fiumicino? O magari un gruppetto di Boko Haran a dar fuoco al Colosseo? Se tanto mi dà tanto, vista la sua simpatia per i soggetti in questione c’è da aspettarsi di tutto. Finora la giovane deputata grillina non si era fatta notare molto, per la verità: un progetto di legge per inserire il diritto di accesso a Internet in Costituzione, qualche intervento sui trasporti sardi, sugli F35 e sull’omofobia. Ieri, finalmente, l’exploit: «Commemoriamo il kamikaze». Evviva. Appena eletta aveva dichiarato: «Porterò la Sardegna in Italia».

E invece così porta l’Italia ai confini del Balugistan. Sia chiaro: non è una scivolata, un incidente di percorso, una frase dal sen fuggita. Macché: ci ha pensato su. Ci ha ragionato (si fa per dire). Lo si capisce dal discorso che fa. Il kamikaze per lei è davvero una vittima, prova persino ad argomentarlo. «Tutti noi – dice testualmente – ricordiamo i 19 italiani deceduti in quell’attacco, a volte ricordiamo anche i 9 iracheni che lavoravano alla base italiana. Ma nessuno ricorda il giovane marocchino che si suicidò per portare a compimento quella strage: quando si parla di lui, se ne parla solo come assassino, e non anche come una vittima. E invece egli fu vittima».

Questo è il resoconto stenografico, così non si dirà, per una volta, che siamo noi giornalisti a equivocare o a esagerare. L’unica che qui ha esagerato, in effetti, è lei, Manù, la deputata cuor di kamikaze che si commuove non per i nostri soldati ma per chi li ammazza. Non ci sarebbero molte parole compiere nuovi attentati contro i nostri soldati a Kabul? Sembrano esagerazioni, ma dopo quello che abbiamo sentito siamo pronti a tutto. Da quando i grillini sono arrivati in Parlamento nulla più ci stupisce: abbiamo avuto il deputato convinto che gli americani mettano i microchip sotto pelle alle persone per spiarle e che le Twin Towers siano cadute «per un lavoro interno», quella che vede gli Ufo dietro ogni angolo e quella che è convinta che le sirene esistano davvero e dal fondo del mare complottino contro di noi.

Che ci volete fare? La pesca delle candidature grilline è stata piuttosto affrettata e azzardata, nell’informata del web è venuto su un po’di tutto, gente senza arte né parte, che copre con la presunta trasparenza (al netto di Parentopoli) una totale incompetenza, tanto da far rimpiangere persino i grigi ma un po’ più strutturati peones della prima Repubblica. Chi l’avrebbe detto, eh?Siamoarrivati a questo punto, fra sirene, microchip e kamikaze, e la totale incapacità di Grillo e Casaleggio di governare quest’armata di improbabili Brancaleone. I due boss sono troppo lontani e troppo assenti. Hanno scommesso sulla novità, ma hanno perso e noi stiamo pagando la sconfitta. Ed è una sconfitta così clamorosa che passa quasi sotto silenzio: a fine giornata non si registrano reazioni da spendere sul tema perché se il kamikaze è una vittima, allora anche il mostro di Firenze è stato un difensore delle donne e Jack lo Squartatore può aspirare al processo di beatificazione. È solo questione di intendersi sui termini. Ma, se tanto mi dà tanto, i prossimi passi parlamentari della grillina quali saranno? Una proposta per Cesare Battisti senatore a vita? Totò Riina candidato al Nobel per la Pace? E per difenderci ancor meglio, lei, membro della commissione difesa, che cosa farà? Inviterà Al Qaeda a tenere un seminario a Montecitorio sulle tecniche di attacco alle città occidentali?

O chiederà un’audizione per i talebani per capire come aiutarli a scandalizzate su questa affermazione, come se fosse normale, come se fosse ormai assodato, che i Cinque Stelle sono autorizzati a sparare cazzate. «Hanno dichiarato in Parlamento che Elvis Presley è vivo». E chi l’ha detto? «I grillini». Ah beh, allora… «Hanno detto che negli Stati Uniti hanno eletto un cammello a capo della Cia». E chi l’ha detto? «I grillini». Ah beh, allora… Mapossibileche Grillononabbia nulla da dire sulla beatificazione del kamikaze? Possibile che Grillo condivida questa posizione? E Casaleggio pure? Il secondo o terzo partito italiano considera una «vittima» chi uccide i nostri militari?

È questa la posizione ufficiale del M5S? E ancora di più: perché tace la Boldrini? Lei, sempre pronta a intervenire ogni volta chesinomina Napolitanoochesi fa brusio in aula, può tollerare che una commemorazione a Montecitorio sia profanata a tal punto? Non era forse lei a presiedere la seduta? Perché non ha impedito questo scempio? Perché non ha detto nulla dopo per prenderne le distanze? Può accettare, la presidente della Camera, che le nostre istituzioni scivolino tanto in basso nel silenzio generale? In effetti, ieri, abbiamo avuto la dimostrazione che non sempre il rinnovamento è buono. E che non basta essere senza condanne e senza tessere per essere buoni parlamentari, perché purtroppo esistono anche molte persone senza condanna, senza tessera e senza cervello. E il terzo di questi requisiti, per quanto strano possa sembrare, è fra tutti il più importante se si vuol partecipare alla vita politica. Se non lo si possiede, si finisce inevitabilmente per mostrare la corda. O la Corda, che forse è peggio.