Corriere, Elkann stritolato dalla morsa delle banche. Marcello Zacché, Il Giornale

di Redazione Blitz
Pubblicato il 3 Febbraio 2015 13:33 | Ultimo aggiornamento: 3 Febbraio 2015 13:39
John Elkann (Foto Lapresse)

John Elkann (Foto Lapresse)

ROMA – “Tornano a bollire le acque del Corriere della Sera” scrive Marcello Zacché del Giornale parlando della guerra interna tra i soci di Rcs. Tra le questioni sul tavolo non c’è solo la nomina del successore di Ferruccio de Bortoli ma, come spiega Zacché, anche “i conti, il debito, il piano industriale della società e, quindi, anche il futuro dell’amministratore delegato Pietro Scott Jovane”.

L’articolo di Zacché: (…)Quello che spaventa è proprio il debito: dopo l’aumento di capitale da 400 milioni del 2013, è risalito e non chiuderà sotto i 500 milioni nei conti 2014, più alto della soglia dei 470 fissata dal piano di Jovane per le garanzie bancarie (i cosiddetti covenant). Inoltre il gruppo chiuderà il 2014 con altri 65-70 milioni di rosso e un margine (ebitda) risicato. Per centrare gli obiettivi 2015 di margini (150 milioni di ebitda) e ricavi (1,5 miliardi contro i 1,3 attesi nel 2014)) necessari per sostenere il debito, dovrà fare salti mortali a cui le banche cominciano a non credere più. E forse neanche Jovane, se è vero che vorrebbe vendere i libri alla Mondadori. Di qui la semplice questione da porre ad Elkann: può Fiat pretendere di scegliere un nuovo direttore e tenersi l’ad Jovane senza un confronto con gli altri azionisti? Anche perché lo stesso Jovane ha escluso la seconda tranche dell’aumento di capitale (da 200 milioni) deliberata nel 2013. In altri termini, se Fiat vuole stringere la presa su Rcs, deve investire nuove risorse (…)