Corte Conti: “L’Eni tagli i costi”. Celestina Dominelli, Sole 24 Ore

di Redazione Blitz
Pubblicato il 30 ottobre 2014 12:52 | Ultimo aggiornamento: 30 ottobre 2014 12:52
Corte Conti: "L'Eni tagli i costi". Celestina Dominelli, Sole 24 Ore

Corte Conti: “L’Eni tagli i costi”. Celestina Dominelli, Sole 24 Ore

ROMA – “Sulle prospettive di Eni – scrive Celestina Dominelli del Sole 24 Ore – pesano le incertezze relative alla debole crescita in Europa e ai rischi delle economie emergenti. È quanto sottolinea la Corte dei conti nella relazione sulla gestione finanziaria per l’esercizio 2013 del gruppo di San Donato Milanese che oggi annuncerà i risultati dei primi nove mesi dell’anno”.

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I magistrati contabili sollecitano quindi il nuovo management dell’Eni a a «tenere nella dovuta considerazione» i fattori di debolezza (riduzione dei ricavi, plusvalenze da dismissioni che hanno giovato all’utile 2013, limitate prospettive di crescita in Europa, situazione sociale e politica e sociale dei paesi produttori, calo della domanda ed eccesso di offerta in vari settori di attività del gruppo), «anche attuando efficaci politiche per la semplificazione e razionalizzazione dei processi per snellire la struttura organizzativa, atte a determinare significative riduzioni dei costi». Misure che l’ad Claudio Descalzi ha in parte già implementato: a maggio è stato varato il riassetto organizzativo del gruppo, con il superamento del modello divisionale per semplificare i processi decisionali e aumentare l’efficienza dei settori. Mentre, nell’aggiornamento del piano strategico di luglio, il gruppo ha previsto un programma di taglio dei costi, con un risparmio cumulato di 1,7 miliardi da qui al 2017.
Tornando alla relazione, la Corte passa in rassegna i risultati 2013 osservando che «riflettono le complessità dello scenario». L’utile operativo adjusted di Eni è stato di 12,62 miliardi e l’utile netto adjusted 4,43 miliardi, in riduzione di circa un terzo rispetto ai corrispondenti valori del 2012. «Le cause di questo peggioramento sono da ricondursi a fattori geopolitici che hanno causato una perdita di produzione di circa 110 mila barili/giorno (-5% rispetto al 2012), alla contrazione dei margini sulle vendite di gas, energia elettrica, carburanti e commodity chimiche (in parte assorbita dalle azioni di ristrutturazione) e al crollo della redditività di Saipem». Nonostante i fattori negativi, Eni ha conseguito nel 2013 un utile netto, in aumento del 23%, pari a 5,2 miliardi e ha realizzato un flusso di cassa della gestione operativa di 11 miliardi. Quanto ai prossimi mesi, i magistrati contabili appuntano l’attenzione «sull’accresciuto rischio paese nell’upstream e sul perdurare dei deboli fondamentali nei business più esposti al mercato europeo». In particolare, chiariscono, «sui mercati del gas e dei prodotti petroliferi in Italia non si prevede alcun apprezzabile recupero della domanda, mentre l’azione della concorrenza e l’eccesso di offerta e di capacità eserciteranno ancora una forte pressione sui margini».