Cortei a Roma, ira commercianti: “Il Comune risarcisca”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 22 Novembre 2013 9:42 | Ultimo aggiornamento: 22 Novembre 2013 9:43
no tav roma

Manifestazione No Tav, scontri con le forze dell’ ordine a Roma (LaPresse)

ROMA – Vogliono un indennizzo per i danni materiali subiti. E chiedono una sospensiva di qualsiasi manifestazione nel centro della città almeno per dicembre: mese per antonomasia dello shopping che spesso permette ai negozi di sopravvivere vari mesi.

Scrive Lilli Garrone sul Corriere della Sera:

I commercianti di Roma, il giorno dopo le violenze dei No Tav, fanno la conta economica e d’immagine subita e passano al contrattacco. Perché «quando parliamo di zone come Campo de’ Fiori — afferma il presidente della Fipe Confcommercio Nazzareno Sacchi — bisogna fare i conti non solo finanziari, delle mancate vendite e del lavoro interrotto, ma bisogna calcolare anche l’immagine turistica della zona che viene lesa: si dà un’idea di insicurezza e anche questo va calcolato». «Non si può accettare che i No Tav arrivino in un luogo che è l’ombelico di Roma — aggiunge Liborio Pepi, presidente di Fiepet Confesercenti, che ha un locale proprio nelle vicinanze di piazza Farnese —. Si rischia che le persone non vi vengano più in futuro. I bar e i ristoranti ieri hanno chiuso, quindi dobbiamo parlare soprattutto di un danno finanziario più che di danni materiali: ma il rischio vero è la paura delle persone a tornare».

E scendono in campo anche i presidenti delle due principali associazioni di settore. «Ancora una volta Roma è stata completamente paralizzata dalla violenza di manifestanti che hanno tenuto per ore in ostaggio il centro storico — afferma il presidente della Confcommercio Giuseppe Roscioli —. E ancora una volta a scontare questi disagi sono stati in primis i commercianti, a cui è stato impedito di fatto di lavorare: un prezzo altissimo da pagare in un momento come questo ma che troppi sembrano sottovalutare. Ancora una volta Roma ha mostrato agli occhi dei turisti presenti e alla comunità internazionale il suo lato peggiore, quello di una città vittima della sopraffazione e della protesta. È arrivato il momento — aggiunge — di prendersi ciascuno le proprie responsabilità. Per questo chiediamo all’amministrazione di Roma Capitale di prendere in seria considerazione l’ipotesi di prevedere un indennizzo, magari modellato su quelli per i cantieri della metro C, che risarcisca le attività commerciali per i disagi subiti» (…)

I conti più precisi li fa il presidente della Confesercenti Valter Giammaria che dice: «Ogni volta che ci sono queste manifestazioni i commercianti ci rimettono il 40-50 per cento e a volte si arriva fino al 70 per cento degli incassi della giornata. Non è più sopportabile. Viviamo un momento di crisi fortissima — aggiunge —. Quest’anno nella capitale hanno già chiuso 2.500 negozi. Chiediamo perciò al sindaco ed al prefetto almeno per il mese di dicembre di bloccare le manifestazioni nella città, mentre vorremmo studiare con le istituzioni proposte e circuiti alternativi» (…)