“Così l’Europa potrebbe salvare Berlusconi”, Giovanni Maria Flick al Giornale

di Redazione Blitz
Pubblicato il 9 Maggio 2014 12:29 | Ultimo aggiornamento: 9 Maggio 2014 12:30
"Così l’Europa potrebbe salvare Berlusconi", Giovanni Maria Flick al Giornale

Silvio Berlusconi (LaPresse)

ROMA – Una sentenza di Strasburgo apre la strada all’annullamento della decadenza di Berlusconi dal Senato.

Lo spiega, in un’intervista al Giornale, Giovanni Maria Fli­ck, uno dei più noti avvocati ita­liani, ex presidente della Corte costituzionale ed ex ministro della giustizia.

Perché professore?
«Perché non ci sono solo l’eu­ro e lo spread, i parametri da ri­spettare e i numeri stabiliti dai tecnocrati».
Che altro c’è?
«Ci sono due corti che opera­no­per costruire lo spazio giuri­dico europeo: quella di Lus­semburgo e quella di Strasbur­go. Svolgono un lavoro diffe­rente, una volta forse si becca­vano, adesso collaborano. E proprio da Strasburgo arriva questa lezione di civiltà e dirit­to ».
Di che si tratta?
«La storia riguarda l’avvoca­to Franzo Grande Stevens e Gianluigi Gabetti, condannati per aver dato informazioni ine­satte e lacunose al mercato. Pro­prio il nodo della condanna vie­ne affrontato e risolto da Stra­sburgo ».
In che modo?
«La Corte ci dice che una per­sona non può essere giudicata due volte, prima in via penale e poi in via amministrativa, o vi­ceversa, se la sanzione ammini­strativa ha un carattere afflitti­vo ».
In Italia invece non è così?
«Naturalmente il principio in generale vale anche da noi, ma poi si deroga.Si dice che l’aspet­to penal­e e quello amministrati­vo sono due fatti diversi, due co­se diverse e quindi alcune volte l’imputato subisce due proces­si e due condanne».
Questo va contro i diritti del­l’uomo?
«È quello che afferma Stra­sburgo. La Corte è andata al nocciolo del problema. Se la sanzione amministrativa ha un carattere afflittivo allora dopo il primo processo ci si deve ferma­re. Non si può punire la stessa persona due volte, dunque la di­stinzione far penale e ammini­strativo cade».
Il verdetto avrà un impatto concreto sulla nostra giusti­zia?
«Credo di sì. Perché le sanzio­ni amministrative sono fre­quenti, penso alle interdizioni dalla professione o alle sanzio­ni pecuniarie, come è accaduto per Gabetti e Grande Stevens, puniti dalla Consob. Finora queste sanzioni si sommavano alle condanne inflitte dal giudi­ce. Ora non più. Non solo..».
È la fine della politica del doppio binario?
«Certo. Finora avevamo due sistemi. Il giudice penale e poi, sul piano amministrativo, i pre­fetti, le authority, i garanti, la Consob e via elencando autori­tà varie. Sempre con la convali­da del giudice».
Adesso?
«Adesso Strasburgo va al so­do e fa piazza pulita della “ truf­fa dell’etichetta”: l’etichetta dell’illecito amministrativo che in realtà è un delitto. I diver­si soggetti che erogano le san­zioni continueranno a farlo. In ogni caso tutti i procedimenti che portano ad una sanzione afflittiva dovranno avvenire nel rispetto del principio di le­galità, nel contraddittorio, tu­telando la difesa. Pensi che ri­voluzione di civiltà. Oggi tanti cittadini vengono condannati in tribunale, poi il procedimen­to riparte in via amministrati­va, con garanzie molto più bas­se ».
Risultato?
«Spesso una nuova condan­na, magari la sospensione dal lavoro per 3 mesi o una multa sa­latissima, colpisce il condanna­to. Ora, mettiamola così, la poli­tica del doppio bastone finirà ».
Torna d’attualità il dibattito sulla legge Severino e sulla decadenza di Berlusconi da senatore. Si è discusso a lun­go sulla natura ambigua, quasi anfibia, della sanzio­ne. Penale o amministrativa e dunque retroattiva oppu­re no?
«Un attimo. Io credo che pri­ma ci sia un altro nodo».
Quale?
«Io ritengo che non si tratti di una sanzione ma del venir me­no di un requisito. Un requisito per la permanenza nella carica o per la candidabilità. Ma natu­ralmente sul punto possono es­serci posizioni divergenti».
Quindi?
«La questione è già stata gira­ta a Strasburgo. E Strasburgo ci dirà se si tratta di un requisito, come pensa anche la nostra Consulta, o di una sanzione. Nel primo caso per Berlusconi non cambierà nulla».
Se dovesse prevalere l’idea che siamo davanti a una san­zione?
«Allora la sanzione non po­trebbe esser retroattiva e do­vrebbe essere cancellata».