“Così lo Stato nasconde quanto spende”, Franco Bechis su Libero

di Redazione Blitz
Pubblicato il 8 Luglio 2014 13:15 | Ultimo aggiornamento: 8 Luglio 2014 13:15
"Così lo Stato nasconde quanto spende", Franco Bechis su Libero

Matteo Renzi (LaPresse)

ROMA – Grazie al sistema Siope, e alle fatture elettroniche, potremmo sapere in tempo reale l’utilizzo di ogni centesimo pubblico smascherando sprechi e inefficienze. Ma l’esecutivo, inspiegabilmente, si ostina ancora a ritardare il via libera allo strumento.

Scrive Franco Bechis su Libero:

Il suo nome tecnico è “cruscotto”. L’ha ideato Sogei, la società di secondo livello del ministero dell’Economia che è il braccio informatico dello Stato italiano. Il suo aspetto è molto simile a quello di un cruscotto di automobile: una plancia attraverso cui tenere sotto controllo tutti gli indicatori della spesa pubblica.

Compito che non dovrebbe essere più così difficile: da qualche settimana è diventata obbligatoria la fatturazione elettronica per tutti i rapporti delle imprese con la pubblica amministrazione e anche fra impresa e impresa. Una condizione ottimale per tenere sotto controllo la spesa pubblica, ma anche per controllare in tempo reale la qualità di quella spesa. Se ogni fattura finisce in quel cruscotto di Sogei, diventa immediato controllare ad esempio i costi standard di ogni categoria di spesa pubblica. Basta puntare quel cruscotto su due diverse Regioni ad esempio per capire quanto pagano per uno stesso acquisto: dalle famose siringhe per gli ospedali alla fornitura di mobili per gli assessorati, di gasolio per il riscaldamento, e così via. Il cruscotto di Sogei è pronto. La fatturazione elettronica è in grado di fare arrivare dati di spesa in tempo reale anche per il più piccolo ente pubblico. Ma tutto questo al momento è solo un fantasma. Possibile, ma non esistente.

Il governo di Matteo Renzi, come sempre straordinario nel recitare giaculatorie e slogan di trasparenza, non ha dato l’ok all’utilizzo dei cruscotti. E analoghe barricate arrivano dagli organi rappresentativi degli enti (Comuni, Città metropolitane, nuove Province, Regioni, enti pubblici economici). La battaglia la sta tentando insolitaria il presidente della commissione bicamerale di vigilanza sull’anagrafe tributaria, Giacomo Portas. Lui è un deputato del Pd, ma atipico: è stato eletto alla Camera per la seconda volta come indipendente e leader del movimento I moderati che in Piemonte, Liguria e parte dell’Emilia Romagna sono alleati del Partito democratico ottenendo spesso numeri a doppia cifra.

«Il cruscotto di Sogei », spiega Portas, « è l’uovo di Colombo: basterebbe metterlo sul sito Internet di ogni amministrazione pubblica, dai ministeri al più piccolo dei Comuni. E i cittadini potrebbero controllare direttamente se la propria amministrazione di riferimento spende bene o male i suoi soldi grazie alla possibilità di confrontare lo stesso acquisto con il cruscotto di un’altra amministrazione. Così si potrebbe scoprire se è vero o meno che una siringa costa il doppio in alcune Regioni rispetto ad altre».

Che sia l’uovo di Colombo è vero, il problema è che proprio chi spingeva tanto per la trasparenza, dal premier in giù, non ha alcuna intenzione di mettere quell’uovo in padella. Le resistenze sono fortissime ovunque, e prima ancora di sperimentare quei confronti sono in mille a mettere avanti le manie a fornire giustificazioni alla propria spesa, sostenendo l’impossibilità di confrontarla con quella di altro ente analogo. Il ministero dell’Economia non è d’accordo, ma non tutti al suo interno la pensano allo stesso modo (…)