Polverone sulla crescita e su Emanuela Orlandi come nel film di Woody Allen

Pubblicato il 19 Maggio 2012 10:48 | Ultimo aggiornamento: 19 Maggio 2012 11:07

“Casa, ecco le novità dell’Imu” (Sole 24 Ore) e “Imu, finalmente la circolare” (Italia Oggi) sono i titoli che costringeranno molti a passare il sabato o la domenica chini a cercar di capire quanto gli costerà. Non è previsto “aumento di aliquota” (Messaggero) e “chi ha crediti Irpef potrà scalarli” (Stampa). L’avevano già detto, ora è scritto.

Sulla Stampa la conferma di un’altra anticipazione: “Tutti pagheranno per i ricoveri. Nuova franchigia, si sborsa fino al 3 per 1.000 dell’Irpef, poi è gratis”.

Rientrata invece l’idea demenziale made in Pdl di una tassa su cani e gatti (Messaggero, Corriere della Sera). Il Giornale non risparmia i due parlamentari rei della proposta ancorché del partito del fratello del suo proprietario.

Domani si vota in alcune importanti città d’Italia, ma la vigilia non appassiona i grandi giornali e a dire il vero nemmeno quelli locali, nemmeno il Secolo XIX di Genova, che preferisce aprire il giornale con la frase attribuita (e poi smentita) alla Merkel (“I greci votino sull’euro”) che non su quel che accade in città. Vero è che ne hanno parlato ampiamente tutti i giorni scorsi, ma viene il dubbio che non si voglia parlare troppo di Beppe Grillo, la cui incognita, titola, unico, il Sole 24 Ore, incombe sui ballottaggi. Lo riconoscie anche il New York Times: “Un comico cambia la politica italiana”.

Per il resto, i giornali di oggi hanno dei titoli di apertura un po’ alternativi.

Ecco i titoli di apertura dei tre giornali che fanno opinione, condizionano i partiti e possono far dormire male ultra miliardari come Berlusconi, cioè Repubblica, Corriere della Sera e Stampa: “Obama: la Grecia resti nell’euro”  (ai bei tempi, se vera in questi termini, l’avrebbero giudicata ingerenza colonialista); “Merkel sotto assedio al G8”; “Crescita, asse Obama-Hollande”. Sul G8 puntano anche Messaggero (“Anche Obama contro Merkel”) e Mattino (“Piano per salvare l’euro, scontro al G8”).

Anche il Sole 24 Ore, seppur con pudore in un sopra titolo, non rinuncia all’idea di “Obama in pressing sulla Merkel” per chiedere “più sforzi dalla Germania”. Ma non succede nemmeno al cinema che un capo di Stato si permetta di indicare a un altro capo di Stato del calibro della Germania cosa deve fare a casa sua.

Se cercate riscontro di questi titanici eventi sui giornali americani restate delusi. L’International Herald Tribune, edizione mondiale del New York Times, ha la prima pagina dominata dai sorrisi di Barack Obama, François Hollande e di giornalisti e fotografi alla Casa Bianca. un incontro di simpatia (facile dopo il ridicolo Nicolas Sarkozy). (Il Manifesto sintetizza in un doppio gioco un po’ osé anche se per pochi intimi: “French kiss”). Sotto ci sono quattro sommarietti di cui si segnalano: “Obama vuole incoraggiare i leader in Europa verso lo sviluppo”; “La Grecia accusa Angela Merkel di avere suggerito un referendum sull’euro, ma la Germania ha smentito”.

Se cercate sui siti internet americani, del G8 non si parla proprio, se non un titolo sulla Cnn: “L’austerity sul tavolo del G8, vertice dei leader in piena crisi”. Nessuna traccia, se non il divismo di Obama e Hollande, del G8 sui siti di New York Times, Wall Street Journal, Huffington Post (anche nella versione francese). Più che lo sviluppo, tema che serve al Governo italiano come diversivo rispetto alla recessione in cui ci ha fatto ri-precipitare, gli americani pensano alla Grecia: uscirà dall’euro? fin dove si spingerà il gioco del chicken tra Merkel e i greci? In fondo agli americani un’europa un po’ in crisi non dispiace. A loro quel che dà fastidio è che gli europei tagliano tutti la corda dall’Afghanistan: questo, secondo il New York Times, è il vero tema del colloquio tra Obama e Hollande.

Il Sole 24 Ore riporta di un “giallo su un piano Ue” per la “Grecia fuori dell’Euro” e sotto ha un titolo fantastico, perché dice di un successo di Monti prima ancora che il G8 abbia avuto inizio: “Ottiene dal G8 l’impegno a sostenere gli investimenti. Crescita con il rigore, l’Italia ha le carte in regola”. In realtà Monti si è limitato a anticipare quello che chiederà.

Rimarchevole anche il titolo sul Corriere della Sera , su un pezzo di Federico Fubini, sul “piano segreto italiano per difendere l’euro dal rischio crac di Atene”.

Ma se volete un esempio di come si fa informazione in Italia, provate a seguire il nuovo polverone sulla vicenda di Emanuela Orlandi. Chi ha visto l’ultimo film di Woody Allen ha un’idea di come possa nascere una tempesta perfetta sul nulla o quasi. Oggi tutti i giornali hanno, con maggiore o minore rilievo, la notizia dell’iscrizione al registro degli indagati della Procura di Roma di mons. Pietro Vergari. L’iscrizione risale a 2 anni fa e rappresenta un atto dovuto per consentire alla magistratura di chiarire la voce che voleva i resti di Emanuela nella stessa bara di Enrico Renatino De Pedis, nella basilica romana di Sant’Apollinare. Che la storia sia vecchia lo ha confermato anche Federica Sciarelli, conduttrice di Chi l’ha visto? e una autorità in materia.

Tra gli indagati, in tutto 5, non c’è solo il sacerdote, ma anche Sabrina Minardi, autrice in realtà poco creduta delle rivelazioni sul rapimento da parte della banda della Magliana di cui De Pedis,secondo la Minardi stessa che ne era stata l’amante, era uno dei capi.

Tutti i giornali puntano però su mons. Vergari e affermano che l’iscrizione è di qualche giorno fa: la spiegazione non è certo difficile, sta nel collegamento fra l’iscrizione e l’apertura della tomba di De Pedis, quasi a apparire che è successiva, non propedeutica all’apertura della bara. In realtà la storia è vecchia, ma fino a qualche giorno fa la Procura aveva coperto con degli omissis i nomi degli inquisiti. Ecco la chiave del corto circuito: la fine degli omissis sulla notizia si è trasformata nella notizia stessa. Se Woody Allen avesse aspettato un po’ a girare “To Rome with love”, avrebbe avuto un bel caso di tempesta perfetta quanto virtuale.

Chi ci punta di più sono il Fatto: “Orlandi, indagato per sequestro il prete di Sant’Apollinare” e Libero: “Caso Orlandi, prete indagato, scoop di Libero”. Ma vanno dietro Repubblica: “Orlandi, indagato il prete di Sant’Apollinare”, Messaggero, Corriere della Sera. Il Corriere è colpevolista e teme (Fabrizio Peronaci, pag. 25) che “l’accusa di concorso in sequestro […] non evapori in una richiesta di proscioglimento”.

Per il Giornale non c’è Grecia né G8 che tenga. La notizia del giorno è “Berlusconi prosciolto ancora. Altro schiaffo ai Pm. La Cassazione mette fine al teorema sui diritti tv. Sconfittanumero 26 per le Procure”. Non spiega se il numero comprende le sconfitte per prescrizione.

Una notizia che una volta avrebbe fatto l’apertura e oggi è un titolo più o meno ino è quella che tutta Mirafiori è stata messa in cassa integrazione, inclusi gli impiegati, che in prevalenza erano stati tenuti indenni in passato dalla cassa (Repubblica, Sole 24 Ore, Fatto Quotidiano).

Il debutto in Borsa a Wall Street di Facebook si è risolto in una “festa a metà” riferisce Massimo Gaggi sul Corriere della Sera. Sempre sul Corriere, Pierluigi Battista esorta Luca Montezemolo: “Italia Futura è un partito? Forse meglio dirlo ora”.

Intanto sulla Gazzetta dello Sport si inseguono le notizie dal calcio mercato.