Crisi Inter, Mazzarri rischia: poco gioco, attacco sterile e difesa vulnerabile

di Redazione Blitz
Pubblicato il 2 novembre 2014 8:48 | Ultimo aggiornamento: 2 novembre 2014 8:49
Crisi Inter, Mazzarri rischia: poco gioco, attacco sterile e difesa vulnerabile

Crisi Inter, Mazzarri rischia: poco gioco, attacco sterile e difesa vulnerabile (Gazzetta)

ROMA – L’Inter è in crisi dopo il ko contro il Parma, che prima della sfida ai nerazzurri era il fanalino di coda del campionato. La panchina di Walter Mazzarri è a rischio: poco gioco, attacco sterile e difesa vulnerabile. L’articolo di Nicola Cecere per La Gazzetta dello Sport.

Roberto Donadoni, indimenticata ala del Milan, vince il suo derby e salva la panchina: secondo successo del campionato dopo sei sconfitte consecutive, otto in totale. La strada per un Parma da rinforzare è lunghissima, però questi tre punti aiutano tecnico e ambiente a ricompattarsi. Eroe della nottata un ex juventino, Paolo De Ceglie, di solito gregario di fascia, allergico al gol: il suo piede mancino, il preferito, tocca due palloni e li spedisce nella rete di Handanovic quasi inconsapevolmente, nel senso che pure lui è parso incredulo dinanzi a tanta grazia: lasciato libero di colpire a pochi metri dalla linea bianca, ha impattato in modo non esemplare (specie il secondo). Gli è andata di lusso .

L’Inter vincendo al Tardini sarebbe schizzata nelle zone nobili di una graduatoria accorciata dall’impresa del Napoli sulla Roma. Ma chi è andato a vederla avendo ancora negli occhi le immagini della sfida del San Paolo già dopo il primo tempo ha dovuto concludere che la distanza dalla zona Champions riflette con esattezza i limiti di gioco e di temperamento dei nerazzurri. Certo, partire da 0-1 non aiuta. Però proprio il primo gol chiama in causa l’approccio sbagliato, quasi svagato, della squadra e del reparto difensivo in particolare, che pure nelle ultime tre gare si era ben comportato. C’erano comunque 85’ per ribaltare la situazione avversa: ne ha approfittato il Parma… Nulla da rimproverare ai nerazzurri sul piano dell’impegno, ma se è Medel il fulcro della manovra (97 passaggi) mentre dall’altra parte il gioco transita fra i piedi di Cassano (48 passaggi) è scontato che la qualità sorrida agli emiliani anziché a Mazzarri .

Il quale ha cercato di proporre novità e modifiche, ma nelle decisioni prese nella ripresa l’allenatore nerazzurro, da oggi di nuovo in discussione, è sembrato obbedire più a una cieca rabbia che a disegni tattici lucidi. Inserendo Hernanes per un terzino, Obi, ha cambiato l’assetto di due reparti, difesa e centrocampo; mandando in campo il giovane attaccante Bonazzoli per un centrocampista di movimento e fatica qual è Kuzmanovic è andato a ritoccare pure la linea offensiva, sbilanciando l’assetto generale: una sorta di o la va o la spacca. Tempo tre minuti e De Ceglie lo ha spaccato .

Del resto Mazzarri aveva voluto già in avvio un’Inter dalla spiccata vocazione offensiva chiedendo a Kovacic di agire alle spalle delle due punte, da trequartista puro. È un ruolo che può rientrare fra le caratteristiche del croato, bisogna però che glielo si affidi stabilmente. E che i compagni lo aiutino. Ieri sera, preso il primo gol, l’Inter ha cominciato a far girare palla per linee esterne, e a ritmi bassi. Di fronte c’era un Parma pragmaticamente chiuso, però i nerazzurri non hanno mai provato a pressare alto gli avversari in modo da indurli a sbagliare a ridosso dell’area. Quanto a Kovacic, è rimasto a lungo tagliato fuori dal traffico in quanto nessuno verticalizzava su di lui. E allora il ragazzo ha preso ad arretrare per entrare nel match. Ma agendo lontano dalla porta ha vanificato il programma di partenza: doveva innescare le punte, ma sono rimaste senza assistenza. Zero tiri e una sola mezza occasione, di Obi nei primi 45’ .

Più determinata l’Inter della ripresa, scossa dall’ingresso di Hernanes e agevolata da alcune situazioni di precarietà capitate ai giocatori di Donadoni, già costretto a un cambio iniziale, e in apprensione per le condizioni fisiche di 3-4 fra difensori e centrocampisti. In questa fase all’Inter è mancata pure la buona sorte perché nel giro di 60’’ Palacio ha fallito un tiro che non può sbagliare (faccia alla porta distanza 7 metri); e poi Kovacic si è visto deviare da De Ceglie una conclusione respinta dal palo. Proprio questi due pericoli creati devono aver indotto Mazzarri a giocarsi la terza punta. Ma gli è andata male perché al 31’ c’è stata la seconda zampata di De Ceglie ispirata da una magia di Cassano deviata da Medel. Ora va beh che Cassano è un tifoso nerazzurro oltre che un ex… ma lasciare giocare uno così, senza pressarlo per metterlo alle corde sul piano atletico (la sua carenza) è stato un altro errore capitale di un’Inter che ha vinto solo 2 delle ultime 6 partite di campionato. E che in 3 delle sue 5 trasferte non è stata capace di fare gol”.