Curzio Maltese su Repubblica: “I sogni a 5 Stelle finiti in tv”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 7 Giugno 2013 13:59 | Ultimo aggiornamento: 7 Giugno 2013 14:00
Curzio Maltese su Repubblica: "I sogni a 5 Stelle finiti in tv"

Roberto Fico (M5S), presidente della Vigilanza Rai (LaPresse)

ROMA – Curzio Maltese su Repubblica recita il De Profundis del Movimento 5 Stelle. Nell’editoriale dal titolo “I sogni a 5 Stelle finiti in tv”, Maltese vede nel passaggio dal web alla tv l’inizio della fine per il partito di Beppe Grillo. Tv come la presidenza della Commissione di vigilanza Rai che i grillini hanno ottenuto:

La Grande Tristezza. È il titolo del film di questi mesi grillini. Il M5S era partito per fare la rivoluzione, «aprire il Parlamento come una scatoletta» e cento giorni dopo è già ridotto a festeggiare la poltrona da presidente di uno dei peggiori simboli della partitocrazia all’italiana, la commissione parlamentare di vigilanza sulla Rai. L’eroe di questa straordinaria impresa è l’onorevole cittadino Roberto Fico”.

Sul napoletano Fico il milanese Maltese non ripone grande stima:

“È il tipico esponente del grillismo rampante, a partire dai due requisiti fondamentali. Primo, non avere la benché minima idea di come funzionino le istituzioni che si vorrebbero cambiare. In questo Fico è stato fantastico, nelle sue apparizioni televisive prima e dopo la nomina, straparlando di interventi sulla qualità dei programmi e sui palinsesti che la commissione parlamentare non può attuare per legge. E per fortuna, possiamo aggiungere. Secondo, agire in modo esattamente opposto allo scopo dichiarato. Nel caso di Fico e dei grillini il fine sarebbe quello di liberare la Rai dal controllo politico. Ma la prima cosa da fare, per liberare la Rai dai politici, sarebbe appunto l’abolizione della commissione parlamentare di vigilanza sulla Rai. Un’anomalia impensabile in qualsiasi altra democrazia, dove è ovvio che siano i media a vigilare sulla politica e non viceversa. Nel momento in cui i sedicenti rivoluzionari, invece di chiedere l’abolizione, ne implorano la presidenza, tanti saluti alla nobile causa. Per altro, una presidenza ottenuta grazie a un ignobile inciucio fra Pdl e «Pdmenoelle».

Così il primo incarico istituzionale per M5S diventa il simbolo dell’inconcludenza della sua strategia politica:

“Gli otto milioni d’italiani che hanno votato Cinque Stelle forse non l’hanno fatto per vedere Fico alla vigilanza Rai e magari non saranno contenti. Ma Grillo sì. È felice. Beato lui. Dopo aver rifiutato anche la sola ipotesi di costringere il Pd a un vero governo innovatore, all’elezione di un nuovo presidente e a mettere fine per sempre alla stagione di Berlusconi, il leader del Movimento 5 Stelle aveva concentrato tutti i propri sforzi su questo grandioso, rivoluzionario obiettivo: la presidenza della più inutile e indecente delle commissioni parlamentari. Del resto, in televisione è nato. E anche lui, come Berlusconi, la considera la priorità del Paese.

Con un’opposizione come questa, Enrico Letta ha ragione a prevedere che il governo durerà altri cinque anni. Forse anche una decina”.