Curzio Maltese vs Libero per doppio stipendio: “Miei lettori più intelligenti”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 25 settembre 2014 12:50 | Ultimo aggiornamento: 25 settembre 2014 12:50
Curzio Maltese (foto Lapresse)

Curzio Maltese (foto Lapresse)

ROMA – Polemica velenosa tra Curzio Maltese e Libero. Libero aveva messo il dito sulla scelta un po’ contradditoria di Curzio Maltese di ritirare due stipendi, quello di eurodeputato e quello di giornalista di Repubblica, dove invece vigeva la prassi che un giornalista eletto deputato si mettesse in aspettativa rinunciando allo stipendio.

Gianluigi Melega, di recente scomparso, non è che un esempio.

Curzio Maltese non condivide le critiche mossegli da Libero e ha replicato.

“Io ho semplicemente detto al Cdr”, spiega Maltese a Antonietta Demurtas, “che non per volontà della direzione del giornale ma per l’iniziativa impropria di un amministratore, a un certo punto, mi avevano messo in congedo di ufficio. E invece io potrei legalmente rimanere in carica, ma non lo faccio per questioni di opportunità, perché appunto ho già uno stipendio”.

Maltese, sostiene che, sin dal primo momento in cui si è candidato alle elezioni europee ha deciso, in accordo con il suo direttore, di continuare a scrivere ma con un “contratto di collaborazione part time, che per inciso”, racconta a Lettera43.it, “non è proprio di mercato, e ho accettato perché ci tengo molto a collaborare per la Repubblica e ci tiene molto anche il direttore Ezio Mauro”.

Alla domanda se non si sente nel torto, Maltese risponde “no”. E spiega: “Il mio è un rapporto che ho con un datore di lavoro privato. Potrei essere remunerato in pieno ma visto che voglio impegnarmi seriamente nel parlamento europeo e potrò dare a Repubblica solo un impegno part time, ho un contratto part time (contratto giornalistico di collaborazione articolo2, ndr). Fine della storia. Non devo rendere conto a nessuno, solo ai lettori”. Maltese continua poi ad attaccare Libero e Dago: “Se io scrivo un pezzo su quanto è bella Venaria Reale e come sia un esempio buono di turismo culturale del Paese, devo rispondere se scrivo cose sbagliate. Invece Dagospia e Libero di cose sbagliate campano, ma loro hanno degli altri lettori, io ho dei lettori più intelligenti”.

Controreplica di Adriano Scianca su Libero

Nel colloquio con Lettera 43, tuttavia, leggiamo: «Siccome sto in un posto dove è più facile per me avere relazioni con Mario Draghi o con Jean Claude Juncker che se faccio l’editorialista a Roma, stare qui è un vantaggio per me e per il giornale \[…\]. Qui posso accedere a più informazioni. Per esempio a quelle statistiche che non danno ai giornalisti ma danno ai parlamentari. E tutto questo costa alla mia azienda molto meno di quanto costi darmi uno stipendio».
Forse faranno così: il Dottor Curzio raccoglie le informazioni al Parlamento europeo e le mette in una valigetta. Poi, con fare circospetto, la lascia a terra in un malfamato bar di Strasburgo, dove poco dopo arriva Mister Maltese a ritirarla. Ma c’è di più. Qualche riga dopo, riferendosi al suo ruolo nella commissione Trasporti e Cultura, il giornalista (o era l’eurodeputato, stavolta?) spiega: «È utile alla commissione Cultura che io diffonda informazione su questo tema». Un vero colpo di classe. Ricapitoliamo: prima non c’è rapporto fra il giornalista e il politico. Poi c’è e va a vantaggio del giornalista. La terza versione è invece che a beneficiare del suo doppio ruolo è addirittura il Parlamento europeo. O, perché no, forse l’Ue tutta. Ma che ne sappiamo noi. Noi siamo stupidi.