Rassegna Stampa

“Dalla violenza al clima quante fesserie percepite”, Feltri sul Giornale

Dalla violenza al clima, quante fesserie «percepite» ROMA – “Dalla violenza al clima, quante fesserie «percepite»”. L’articolo a firma di Vittorio Feltri sul Giornale:

Propongo di abolire il par­ticipio «percepito» dal di­zionario italiano, per­ché non significa niente. Peg­gio, viene usato per distorcere la realtà. Il termometro segna 5 gradi? Nessun giornale e nessu­na t­elevisione riporta il dato cor­retto, ma dichiara: la tempera­tura percepita è di 5 gradi sotto lo zero. Ma che senso ha il verbo «percepire» applicato alla me­teorologia quando esistono strumenti capaci di misurare perfettamente il freddo e il cal­do? Incomprensibile. Lo stesso metodo pressappo­chista è usato in ogni campo: la miseria percepita, i danni della criminalità percepiti. Qui a forza di per­cepire si confonde ciò che è con ciò che ci pare essere.

L’opinione sovrasta i fatti. Ieri ho letto sul Corriere della Sera un interessante articolo di Dino Martirano che sottolineava un fenomeno positivo. Gli omicidi in Italia, dall’Unità a oggi, sono calati costantemente raggiungendo, nel 2013, il minimo storico: 480 morti ammazzati.

Un’inezia, se si considera che la popolazione supera i 60 milioni. Ciononostante – le statistiche sui grandi numeri dicono sempre la verità – i nostri connazionali, precisa Martirano, hanno la percezione che la violenza non sia affatto diminuita, bensì aumentata. Scusate, ma siamo diventati tutti stupidi?

Evidentemente, sì. Se siamo il Paese europeo con il più basso numero di delitti, come facciamo a percepire il contrario? Un mistero.

Cento e rotti anni orsono, quando i compatrioti erano meno di 40 milioni, le persone assassinate erano annualmente oltre 2.000 e adesso sono soltanto 480, malgrado un incremento demografico mostruoso.

Anche un deficiente dovrebbe comprendere che le cose vanno assai meglio che in passato. Nossignori. Noi percepiamo che nel nostro pacifico Paese pullulano gli omicidi. È una balla grossissima. Però la percepiamo come verità.

Insensatezza allo stato puro. Io ti do 1.000 euro per pagare una tua prestazione. Ma tu hai la percezione di avere incassato soltanto 500 euro, per cui reclami il saldo, cioè altri 500 euro. Vi sembrano ragionamenti seri? (…)

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