Dalle coop a Marino la compagnia dei caduti dal pero. Mario Giordano, Libero

di Redazione Blitz
Pubblicato il 19 Dicembre 2014 13:32 | Ultimo aggiornamento: 19 Dicembre 2014 13:32
Ignazio Marino (foto Lapresse)

Ignazio Marino (foto Lapresse)

ROMA – “Benvenuti nella compagnia degli gnorri – scrive Mario Giordano di Libero – Quelli che non c’erano, se c’erano dormivano, se dormivano sognavano che Buzzi era una ballerina di lap dance e Carminati una torta alla panna. Benvenuti nella schiera del non sapevo, non credevo, non immaginavo, non conoscevo, stormo cinguettante di colombe del giorno dopo, tutti candidi e immacolati. Quelli che avrebbero denunciato, se solo avessero potuto. Quelli che avrebbero evitato, se solo avessero capito. Quelli cascati dal pero, insomma. L’eletta schiera dei pero-cadenti si arricchisce ogni giorno di nuove figure di spicco”.

L’articolo di Mario Giordano: Ieri ha fatto il suo ingresso nella compagnia il nuovo presidente della Legacoop, Mauro Lusetti. Con un’intervista a Repubblica ci annuncia di aver scoperto che nei partiti ci sono troppe persone «pronte a vendersi». Ammazza, il tipo dev’essere intuitivo, un ragazzo sveglio, sarà per quello che l’hanno messo lì. Non potevate pensarci prima, gli chiedono? E lui: «Oggi è il momento». Oggi è il momento, capito? Prima no. Prima dormivano beati, fra due guanciali, ronfavano alla stragrandissima. Potevano forse immaginare fino a ieri, per dire, che nei partiti ci fossero persone “pronte a vendersi”? Macché. Era impossibile. Ma certo: fino a ieri vivevano come nel mondo di Biancaneve. La Biancaneva rossa. Gli scandali non mancavano, per la verità: la Cmc di Ravenna (Legacoop) è finita indagata per le mazzette Expo e al porto di Trani, per esempio; le Coop del Friuli hanno buggerato migliaia di risparmiatori; lo stesso governatore dell’Emilia Vasco Errani è stato costretto a dimettersi per aver coperto il fratello in uno scandalo legato ai finanziamenti Coop. Ma nessuno se ne poteva accorgere. E sapete perché? Perché non era il momento. Oggi lo è. Tutto merito di Salvatore Buzzi, che ha aperto gli occhi alle Belle Addormentate nel Bosco. Come cambiano i tempi: una volta per svegliarsi ci voleva il bacio del principe. Adesso quello della Mafia capitale. Che poi, sia detto per inciso, questo Salvatore Buzzi, i pero-cadenti alla Lusetti mica lo conoscevano. Non scherziamo. Manco sapevano chi fosse. Non ci credete? «Non sapevo chi fosse fino a dieci giorni fa», assicura il nuovo presidente Legacoop. E aggiunge baldanzoso: «Fuori da Roma non lo conosceva nessuno», senza accorgersi che così tocca davvero il top della gnorraggine acuta (…)Fino a ieri nemmeno uno, oggi 120. Di colpo. Vedi a volte, che illuminazioni vengono, eh? «La mafia è entrata nella tua giunta, perché non hai indagato prima?», gli ha chiesto a brutto muso Rosi Bindi in Commissione antimafia. E Marino ha bofonchiato risposto malcerte. Ormai, del resto, è noto: Buzzi ha finanziato la sua campagna elettorale, Buzzi aveva a libro paga un suo assessore, a Buzzi voleva girare il suo primo stipendio da sindaco, a Buzzi aveva affittato solo tre mesi fa un maxi immobile con uno sconto di 60mila euro, Buzzi era stimato, Buzzi era benvoluto, con Buzzi parlava, da Buzzi andava in visita, a Buzzi dava appalti. Però lui Buzzi non lo conosceva. «Mai avuto conversazioni». Sì, ma certo. Mai avuto conversazioni, mai sospettato degli appalti, mai visto, mai sentito, mai conosciuto, mai incrociato. Buzzi andava al Campidoglio? Marino di sicuro non c’era. E se c’era dormiva. E se dormiva sognava di essere il baluardo della legalità. Siamo nelle mani degli gnorri. In che mani siamo.