Dalle e-mail agli hamburger, la mappa dei nuovi nemici dell’ambiente

di Redazione Blitz
Pubblicato il 16 gennaio 2014 10:24 | Ultimo aggiornamento: 16 gennaio 2014 10:24

Dagli sms agli hamburger, la mappa dei nuovi nemici dell’ambienteROMA – Dagli sms agli hamburger, la mappa dei nuovi nemici dell’ambiente. Mike Berners-Lee, ambientalista inglese, è convinto che si potrà vivere su una terra a basse emissioni solo disegnando su misura la propria vita ambientale senza profluvi di precetti, né tentativi di respirare meno.

Con una puntigliosità tutta anglosassone l’esperto di “carbon footprinting” ha scelto di offrire esempi consapevoli e nel suo libro “L’impronta” ha misurato la quantità di emissioni prodotte da 106 oggetti e sistemi: una e-mail, una guerra. Ogni cosa ha il suo peso specifico e la sua responsabilità e, comunque, “il cambiamento climatico è una questione seria, è causato dall’uomo e possiamo affrontarlo”.

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Scrive Corrado Zunino su Repubblica:

(…) Se un anno di e-mail inviate da ciascuno di noi garantisce anidridi pari a 300 chilometri in auto, una singola mail con un noioso allegato “pesa” sul mondo dodici volte tanto una semplice comunicazione. E allora? «Se avete l’abitudine di scrivere e-mail mettendo in copia diverse persone solo per poter dire di averle informate, l’impronta di carbonio vi dà un’altra buona ragione per smettere di farlo».

Un individuo sobrio produce10 tonnellate l’anno di anidride, ma la metà di quell’inquinamento lo regala all’umanità al primo viaggio intercontinentale. Fare 11 volte la tratta Londra-Hong Kong, e qui i sensi di colpa salgono, significa condannare a morte un simile in qualche parte del mondo. L’impronta di carbonio lasciata da un’automobile non comprende solo le emissioni del tubo di scappamento, ma anche quelle generate dall’estrazione, dalla spedizione, dalla raffinazione edal trasporto del petrolio, dalla fabbricazione dell’auto, dalla sua manutenzione. Milleseicento chilometri con un mezzo a consumi medio-alti rilasciano 800 chili di Co2 e pure un Intercity lascia forti impronte. Quasi niente una bici pieghevole. Guardare 12 ore la tv inquina poco, anche perché poi non avremmo tempo per fare altro (esalando anidridi). La lucetta rossa accesa inquina un minimo: «Spegnete l’interruttore tv se potete», dice Berners-Lee, «ma non ne siate ossessionati».

Poi ci sono le sorprese, e i luoghi comuni sfatati. La cosa migliore è lasciare che sia l’aria ad asciugare le nostre mani appena lavate. Se le gocce che corrono nell’incavo proprio ci danno fastidio, meglio usare un potente asciugatore da autogrill (il Dyson Airblade che spinge l’aria con più forza senza riscaldarla) piuttosto che un asciugamano di carta, tre volte più inquinante (…)

Un cheeseburger? Inquina come trenta chilometri in treno. Mike Berners-Lee offre i cibi di stagione mese per mese, indica le nove cose da fare, ma ricorda che bisogna avere senso delle proporzioni. Perché noi non ci asciughiamo le mani, infiliamo tutta la famiglia insieme in vasca, mangiamo tante banane, meglio se deformi, e poi arriva un mondiale di calcio (quello in Sudafrica) e da solo mette in circolo 2,8 milioni di tonnellate di Co2.