Dalle intercettazioni al pluriomicida evaso: Cancellieri senza pace. Patricia Tagliaferri sul Giornale

di Redazione Blitz
Pubblicato il 20 dicembre 2013 12:11 | Ultimo aggiornamento: 20 dicembre 2013 12:13
Dalle intercettazioni al pluriomicida evaso: Cancellieri senza pace . Patricia Tagliaferri sul Giornale

Dalle intercettazioni al pluriomicida evaso: Cancellieri senza pace . Patricia Tagliaferri sul Giornale

ROMA – “Il ministro Cancellieri aveva appena superato il caso Ligresti”, scrive Patricia Tagliaferri del Giornale: “Ma lo scandalo di Genova ora rischia di vanificare gli sforzi per il decreto carceri“:

Oggi risponderà in aula sulla fuga del serial killer evaso dal carcere di Marassi dopo un permesso premio. E non sarà un compito facile per il mini­stro della Giustizia Anna Maria Cancellieri, che dovrà indicare chi ha sbagliato, come è possibi­le e se è vero che nel penitenzia­rio di Genova non conoscesse­ro il curriculum criminale di Bartolomeo Gagliano, un plu­riomicida condannato anche per rapine, estorsioni, aggres­sioni e già evaso in passato più volte.
Al Dap pare tiri un’ariaccia,ci si aspetta cada qualche testa ai piani alti del dipartimento che si occupa dell’ordine e della si­curezza delle prigioni, una struttura che dipende dal Guar­dasigilli e con la quale il mini­stro potrebbe avere un debito di riconoscenza per l’attenzio­ne mostrata nel caso Ligresti. Una vicenda che la Cancellieri si era appena lasciata alla spal­le, tra mille polemiche, e che ora potrebbe crearle qualche imbarazzo nel momento di in­dicare le poltrone da far saltare per questo pasticcio che rischia di mandare in fumo lo sforzo fat­to con il recente decreto carceriper alleggerire la pressione nei penitenziari ampliando, anco­ra di più, le maglie dei benefici ai detenuti. Perché quando si è trattato di tirare fuori d’impac­cio il ministro finito nelle sab­bie mobili dopo la scarcerazio­ne di Giulia Ligresti, dal Dap è arrivata una bella cima di salva­taggio: non era vero che l’ammi­nistrazione penitenziaria si era occupata al caso per l’interessa­mento del Guardasigilli, ma si era già mossa in precedenza au­tonomamente. Ora lì, al Dap, qualcuno dovrà pagare. «Fatti di questo genere non possono e non devono accadere», ha det­to il mini­stro garantendo che sa­ranno individuate eventuali re­sponsabilità da un’accurata in­chiesta interna. Oggi si saprà qualcosa di più sui passaggi che hanno reso possibile que­sta clamorosa evasione, sui meccanismi che non hanno funzionato a dovere facendo sì che il direttore della casa circon­dariale di Marassi, Salvatore Mazzeo, ignorasse che Gaglia­no fosse un delinquente con tre omicidi alle spalle per i quali non scontò nessuna condanna perché dichiarato incapace di intendere e di volere. Il vice-ca­povicario del Dap, Luigi Paga­no, ammette che qualche legge­rezza c’è stata, ma si appella ai numeri: «Se parliamo del caso specifico, sì, c’è stato un falli­mento, però va valutato an­che secondo il dato statisti­co, ossia ri­spetto agli al­tri 20mila che rientrano do­po i permessipremio». Un’altra te­gola per la Cancellieri, dunque, do­po quella del caso Ligresti, che rischia di minare ulte­riormente la sua credibili­tà, nonché i rapporti con il ministro degli Interni, Ange­lino Alfano, con il quale in que­ste ore pare ci sia stato più di un momento di tensione, l’ultimo ieri, sembra proprio su questa vicenda. Qualche scintilla tra i due sarebbe scoppiata anche a causa del decreto svuota carce­ri. Ma il Guardasigilli minimiz­za: «Non c’è stato nessun dissi­dio con Alfano. Voleva solo es­sere certo che non ci fossero ag­gravi per le forze dell’ordine. Chiarito questo non ci sono sta­ti problemi». Alfano, però, non era al suo fianco in conferenza stampa. E ieri è stato sbrigativo «Il ministro Cancellieri dirà in aula tutto ciò che c’è da dire».