Daniel Gros, economista tedesco: “Roma è una minaccia per l’Europa”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 26 febbraio 2014 9:16 | Ultimo aggiornamento: 26 febbraio 2014 9:16
Daniel Gros, economista tedesco: "Roma è una minaccia per l'Europa"

Daniel Gros, economista tedesco: “Roma è una minaccia per l’Europa”

ROMA – “Roma è tornata una minaccia per l’Europa” dice  il presidente del Centro per gli studi politici europei, un think tank di Bruxelles, l’economista tedesco Daniel Gros, intervistato dal Fatto Quotidiano:

Com ’è percepito il nuovo governo in Europa?

É cambiato poco. C’è stato un chiarimento interno al Pd, ma il contesto è lo stesso. Non si capisce perché i risultati dovrebbero essere diversi.

La presidenza del prossimo semestre europeo è un’opportunità per l’Italia?

È un ruolo privo di sostanza. Il Parlamento dovrà ancora ricostituirsi dopo le elezioni europee quindi si farà ancora meno del solito. I problemi sul tavolo comunque saranno i soliti: contenimento del deficit e abbattimento del debito. Secondo Bruxelles, la crescita del Pil italiano sarà la metà (0, 6 %) di quanto calcolato dal governo Letta (1, 1 %).

È una minaccia per i conti pubblici?

La metà di zero rimane zero, decimale più, decimale meno. Battute a parte, è un dato che aumenta lo scetticismo verso l’Italia, già forte in Europa. Tra le minacce alla stabilità dell’Unione l’Italia sta subito dietro la Grecia. I sintomi dei due Paesi sono molto simili. In Spagna il rapporto deficit / Pil è peggiore (5, 8 %), ma l’economia cresce di più (1 %).

Davvero Roma fa più paura di Madrid?

Sì. La Spagna aveva una situazione di partenza più difficile, ma ha fatto quello che le è stato chiesto. Il costo del lavoro è calato. Questo permette all’export di crescere, mentre in Italia è bloccato.

Che riforme economiche dovrebbe fare Renzi?

Se mantenesse tutte le promesse sarei felice, ma sbaglia l’analisi di fondo. All’Italia non basta un programma per 100 giorni, ce ne vuole uno per 100 mesi. Il contratto di lavoro a tutele progressive potrebbe essere utile, ma senza cambiare l’apparato giudiziario e burocratico avrebbe effetti limitati. Sorprende che le parti sociali non vedano il vero problema, la competitività.

Cioè?

Prendiamo il caso Electrolux: il mondo è cambiato e l’Italia non vuole rendersene conto. Non si riesce a sedersi intorno a un tavolo per trovare accordi che permettano all’industria di rimanere in Italia, come ha fatto la Germania quando era nella stessa situazione. Bisogna cominciare a lavorare di più per lo stesso salario: è questa la vera riforma.

Renzi può ottenere da Bruxelles uno sforamento del debito?

Sono dieci anni che chiedete le stesse cose. Fate il contrario: prima le riforme, poi chiedete lo sconto. E comunque anche questa non sarebbe una soluzione: il debito non deve aumentare.

Questo governo è l’ultima spiaggia per l’Italia?

Lo si è già detto di Letta e di Monti. L’Italia è avviata a un declino lento. Non basterà una persona per fermarlo.

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