Daniele Manca sul Corriere: “Lo strano caso Telecom Italia”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 19 settembre 2013 10:43 | Ultimo aggiornamento: 19 settembre 2013 10:43
Daniela Manca, l'editoriale sul Corriere della Sera

Daniela Manca, l’editoriale sul Corriere della Sera

ROMA – Daniele Manca, dalle pagine del Corriere, parla della Telecom e del rischio che la spagnola Telefonica possa nei prossimi giorni diventare socio di maggioranza dell’azienda. “Gli spagnoli – scrive Manca – possiedono quasi la metà di Telco (il 46%) e vengono visti come gli acquirenti naturali delle altre quote.
In ogni caso che Telefonica sia interessata o che altri possano intervenire, tutto ciò non può avvenire tra il disinteresse più o meno generale. Non si può permettere che società indebitate e alle prese con una crisi della Spagna ben più ampia della nostra, subentrino a prezzi di saldo. Le troppe distrazioni di questo periodo non saranno una giustificazione per scelte sbagliate che influiranno pesantemente sul futuro di questo Paese”.

Libero mercato o no Manca sottolinea e avverte, la Telecom “un tempo era tra le grandi società di telefonia al mondo, oggi appare soltanto come una possibile preda di gruppi esteri”.

E aggiunge: “In Europa più o meno ogni Paese ha la sua società di telefonia: ma in tutti gli Stati Uniti le aziende di telecomunicazioni sono quattro. E non è nemmeno così importante che chi permette agli italiani o ai francesi o ai tedeschi di telefonarsi sia un operatore nazionale. Nel nostro Paese tre su quattro società del settore sono già oggi estere. Il mercato, la concorrenza, ha permesso ai consumatori di avere tariffe ben convenienti.”

“Quello che però i Paesi hanno capito bene – continua Manca – è che il moltiplicatore di sviluppo è la rete. È l’infrastruttura che fornisce ossatura e alimento per l’innovazione. Lo è stato a suo tempo nei primi anni Novanta, anche per l’Italia quando si ritrovò all’avanguardia in Europa nel campo della telefonia mobile grazie alla due reti combinate di Tim e Omnitel-Vodafone. Lo è oggi perché permette un utilizzo massiccio di Internet veloce. Ma se l’infrastruttura ne è all’altezza.
Attualmente solo il 22% degli italiani dispone di un collegamento a banda larga (e peraltro la meno veloce) rispetto a una media europea di quasi il 28% e la punta francese di oltre il 36%. Chiunque abbia provato a usare Internet in movimento o con un tablet fuori dalle grandi città o agglomerati italiani, conosce le difficoltà alle quali si va incontro. Ecco perché chi controlla la rete, dovendo affrontare nei prossimi anni investimenti importanti, non può essere un soggetto debole. E nemmeno frutto di due debolezze messe assieme. Non è un caso che nelle settimane scorse si sia parlato di un possibile intervento della Cassa depositi e prestiti per Telecom Italia.”