Del Vecchio alle Generali: “Sbagliato fare causa agli ex”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 28 febbraio 2014 10:00 | Ultimo aggiornamento: 28 febbraio 2014 10:00
Del Vecchio alle Generali: "Sbagliato fare causa agli ex"

Del Vecchio alle Generali: “Sbagliato fare causa agli ex”

ROMA – “Sbagliato fare causa agli ex” dice Leonardo Del Vecchio, cui fa capo il 3% di Ge­nerali. Questo l’articolo di Massimo Restelli sul Giornale:

Il grande capo delle Genera­li, Mario Greco, è noto in Piazza Affari sia per i risultati che è riu­scito a spremere in breve tem­po dalle Generali sia per la liber­tà d’azione che si è ritagliato, corroborata da un carattere co­riaceo. Forse anche per questo il top manager non sembra aver ancora finito di «prendere le misure» con Trieste, a partire dal suo complesso libro soci.
Tanto che ieri Leonardo Del Vecchio, cui fa capo il 3% di Ge­nerali, non ha avuto remore a far sapere di non condividere l’azione legale che Generali, su impulso dello stesso Greco, ha avviato contro l’ex capo azien­da Giovanni Perissinotto e l’ex direttore finanziario Raffaele Agrusti. «Se fossi stato in cda io non avrei votato a favore, per­ché non serve. Bisogna guarda­re al futuro, mai al passato», ha tagliato corto il re degli occhia­li. Del Vecchio ha lasciato il bo­ard di Trieste nel febbraio 2011, in polemica con l’allora presi­dente Cesare Geronzi, ma la sua è una posizione pesante dal punto di vista politico. Perché Del Vecchio aveva avuto un ruo­lo di primo piano, insieme a Lo­renzo Pellicioli (De Agostini, ha il 2,4% di Generali) nella ma­novra, coordinata da Medio­banca (prima azionista con il 13%), che un anno e mezzo ha «sfiduciato» Perissinotto e affi­dato il gruppo triestino a Greco, con la missione unica di rilan­ciarlo.
«Le azioni di responsabilità sono cose di legge, che non han­no alcun valore pratico. Lascia­mo che gli avvocati guadagni­no un po’ di soldi. Tanto non vie­ne fuori niente», ha aggiunto Del Vecchio. Parole che diven­tano di sapore acre non appena si pensa che proprio Pellicioli la settimana scorsa è stato l’unico in consiglio a votare contro la decisione di procedere contro i due ex top manager,con un’ini­ziativa risarcitoria in sede giu­slavoristica. Causa che, peral­tro, appare già una mediazione rispetto alla prima idea (molto britannica) di portare l’azione di responsabilità nel consesso plenario dell’assemblea.Il pas­so «andava giustamente fatto perché la legge lo prevede», Ge­nerali è «quotata» ed era stato sollecitato anche dalle Authori­ty, ma «a noi come azionisti non ce ne importava nulla», ha affondato il colpo Del Vecchio, che da imprenditore abituato a dare la priorità ai numeri del bi­lancio, ha comunque detto che Generali «va benissimo». In so­stanza, Greco resta saldo al co­mando del Leone, di cui ha an­che rinnovato la prima linea. Nel non detto di Del Vecchio, si può però leggere l’invito di alcu­ni soci a non esagerare.
Perché se è vero che le Gene­rali avevano bisogno di una svolta nella gestione, dall’altro sono pur sempre uno dei più de­licati snodi della grande finan­za italiana. E questo varrà an­che quando, insieme all’econo­mia italiana, sarà risalita anche Generali e Mediobanca avrà al­lentato la sua presa sul capitale.